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La Marina Militare in merito alla potabilità acqua sulle navi

La nave Caio Duilio della Marina Militare Italiana

La Marina Militare smentisce di aver preso azioni nei confronti di un Maresciallo infermiere in servizio alla Spezia, dopo le sue dichiarazioni in merito alla potabilità dell’acqua sulla nave Caio Duilio dove era imbarcato.

I fatti si riferiscono al 2011 quando il Maresciallo infermiere sollevò dei dubbi circa la potabilità dell’acqua al proprio Comandante che fece effettuare ulteriori analisi dall’Arpal che evidenziarono la non conformità dell’acqua per uso umano.

“Alcuni organi di stampa – scrive il Comando della Marina Militare – hanno riportato notizie infondate circa eventuali azioni che la Marina Militare avrebbe avviato nei confronti del Maresciallo Emiliano Boi in servizio alla Spezia.

Per fare chiarezza definitivamente sui fatti, si evidenzia che la Marina Militare non ha intrapreso alcuna azione disciplinare nei confronti del sottufficiale in questione né ha mai segnalato alle autorità giudiziarie eventi che lo coinvolgono in qualche modo neanche a seguito di sue segnalazioni circa la potabilità dell’acqua a bordo delle Unità militari.

La Forza Armata collabora pienamente e ha il massimo rispetto nel lavoro della Magistratura, che ha facoltà di agire d’ufficio nel caso di notizia di reato, e pertanto non ritiene opportuno esprimere giudizi o sindacarne l’operato che certamente avrà le caratteristiche dell’indipendenza, completezza e competenza.

In merito la potabilità dell’acqua a bordo delle Unità Militari, è inoltre opportuno chiarire che la marina militare già dal 2004 ha avviato le azioni necessarie per dotare unità navali, di impianti di produzione, distribuzione e gradevolizzazione dell’acqua in linea con la normativa in vigore. Tali impianti infatti, composti da dissalatore ad osmosi inversa, sistema di potabilizzazione e sistema di clorazione, rispondono ai requisiti vigenti e subiscono controlli periodici, mediante specifici esami di laboratorio, per verificarne costantemente la rispondenza alle regolamentazioni riconosciute a livello nazionale e  internazionale, previste anche per le navi adibite al trasporto commerciale e passeggeri (D.lgs. 31 del 2001 e successive modifiche e integrazioni).

I controlli, laddove non possono essere effettuati dai laboratori della Forza Armata, vengono esternalizzati a laboratori certificati.

Nonostante ciò non è possibile escludere, vista anche la complessità degli impianti, che possano verificarsi temporanee e contingenti anomalie di funzionamento o eventi fortuiti, come può accadere in ogni comunità e per ogni sistema ad elevato tasso tecnologico.

La medesima attenzione viene posta anche in merito ai controlli effettuati nei locali dove si confezionano i pasti. Gli esami di laboratorio previsti dai protocolli HACCP condotti fino ad oggi non hanno rivelato alcuna situazione degna di nota.

La marina militare ha sempre agito con grande senso di responsabilità per tutelare la salute dei propri uomini e donne, in ogni circostanza, attraverso controlli adeguati, standard di sicurezza elevati e uso delle tecnologie più avanzate per rendere le nostre navi sempre più orientate, oltre che alla difesa dal mare e sul mare del Paese, alle esigenze della collettività  e al benessere dell’equipaggio.

Inoltre, negli anni, tutte le segnalazioni inerenti patologie particolari tra il personale militare e civile che ha prestato servizio sulle Unità della Marina Militare sono state opportunamente analizzate e prese a carico dagli organi competenti non appena se ne avuta notizia ufficiale”.