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La digitalizzazione in Italia: panorama attuale e prospettive future

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La digitalizzazione in Italia: panorama attuale e prospettive future

Nell’ultimo anno la questione della digitalizzazione in Italia si è fatta più pressante, rendendo ancora più evidenti i ritardi del nostro Paese. Pur con lo sprint obbligato seguito alle restrizioni del coronavirus, l’Italia fa ancora fatica a stare al passo con il resto dell’Unione Europea.

Sono comunque evidenti alcuni importanti passi avanti e una maggiore consapevolezza della necessità di accelerare il processo di digitalizzazione. Per riuscirci saranno necessarie, come vedremo, azioni congiunte tra enti istituzionali e associazioni professionali.

La situazione attuale: l’Italia si muove

Come già accennato, l’emergenza coronavirus ha reso necessario un cambio di passo deciso verso il digitale. In tanti si sono ritrovati a dover passare molto più tempo connessi a internet, organizzando riunioni di lavoro su Zoom e collaborando tramite documenti condivisi sul cloud. Molti hanno anche dovuto aiutare i figli a organizzarsi con la didattica a distanza, coordinandosi con la classe per compiti e attività curriculari.

Questo ha dato una forte spinta al già crescente interesse per le professioni digitali, ormai considerate all’unanimità uno sbocco sicuro verso il mondo del lavoro. Le iscrizioni a istituti superiori orientati all’informatica sono in crescita e i corsi professionali nel campo sono tra i più richiesti. Ci sono anche enti come aulab che, con un corso intensivo di 3 mesi, formano programmatori a tutto tondo anche partendo da zero rendendoli pronti per la carriera di sviluppatore web, una delle professioni con migliori possibilità di impiego al momento.

La digitalizzazione in Italia: criticità e problemi da affrontare

Se da un lato l’emergenza coronavirus ha accelerato la digitalizzazione con smart working e Dad, dall’altro ha anche reso evidenti i problemi strutturali del nostro Paese. In numerose aree, infatti, la connessione a internet è ancora inadeguata e la diffusione di fibra ottica e banda larga non ha raggiunto livelli ottimali.

A questo problema va aggiunto quello delle competenze digitali degli italiani, scarse sia per quanto riguarda le abilità di base che per quelle più avanzate. Secondo il rapporto DESI 2020 solamente il 42% degli italiani ha infatti competenze digitali di base, a fronte di una media UE del 58%. Di conseguenza la maggior parte utilizza il web soprattutto per svago sulle piattaforme dedicate a musica, videogiochi, film e intrattenimento. Al contrario, sono in pochi a sfruttare servizi più avanzati come e-commerce o e-banking. Ciò che lascia ancora più sorpresi è che ben il 17% degli italiani non ha mai utilizzato internet in vita sua.

Uno sguardo al futuro e possibili misure per migliorare

Anche se la situazione attuale non è delle più rosee ci sono piani ambiziosi per digitalizzare l’Italia più rapidamente e aumentare le competenze digitali degli italiani. Al centro di questi piani sta il lavoro combinato di pubblica amministrazione e imprese, entrambe considerate essenziali per avanzare nella giusta direzione.

Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, l’obiettivo è aumentare il numero dei cittadini che si avvalgono dei servizi digitali pubblici fino al 64%. L’introduzione dello SPID ha già aiutato in questo senso, rendendo necessario l’uso di internet per servizi importanti come Inps, scuola e buono vacanze.

Le aziende riceveranno inoltre incentivi per formare i propri dipendenti in ambito digitale. Ciò contribuirà non solo a una maggior preparazione dei cittadini, ma anche a un aumento delle imprese ad alto livello di digitalizzazione che si fermano oggi al 34%.

Naturalmente anche la scuola avrà un ruolo importante. Si mira in questo caso sia a formare il personale, integrando l’uso del digitale nelle lezioni e nell’organizzazione scolastica, che a introdurre un vero e proprio curriculum digitale per gli studenti.

Il lavoro da fare, quindi, è ancora molto e la strada per un efficace processo di digitalizzazione in Italia sembra per ora lunga e tortuosa. Sono però evidenti gli sforzi da parte delle istituzioni, di enti privati e delle imprese per migliorare la situazione, contribuendo a una più completa formazione digitale per i cittadini di tutte le età.