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Gli stadi di Imperia, Genova e La Spezia in un libro

La Liguria rappresenta un caso quasi unico nel panorama degli stadi intitolati a calciatori e al tempo stesso soldati. Gli stadi di Imperia, Genova e La Spezia ricordano calciatori/soldati deceduti nella Prima guerra mondiale. Storie parallele e convergenti. Vite di giovani atleti amanti del calcio e dello sport travolte dalle tragiche vicende della guerra. Vite che si consumarono nello spazio di neppure tre mesi dall’inizio del conflitto. 

Nell’anno dell’ottantacinquesimo anniversario della dedicazione del campo di Marassi al Tenente di artiglieria Luigi Ferraris morto nell’agosto del 1915 sul Monte Maggio e nel centenario della morte del Caporale Nino Ciccione di Oneglia (Imperia) gravemente ferito nel luglio 1915 sul Monte Rosso, corrono altresì centotré anni dalla scomparsa del terzo componente del gruppo. Il Sottotenente degli alpini Alberto Picco cadde da eroe nella conquista del Monte Nero (Alpi Giulie) il 16 giugno 1915, in una delle prime battaglie sulle montagne intorno a Caporetto (luogo che diverrà tristemente famoso nell’autunno del 1917) dove migliaia di alpini, fanti, artiglieri, bersaglieri si batterono con alterne fortune. Alberto Picco, nato a La Spezia nel 1894, è il più giovane dei tre soldati cui sono intitolati gli stadi liguri. Un calciatore famoso per “il primo gol nella storia della squadra cittadina”, un ufficiale alpino impiegato in prima linea sulle montagne, una persona carismatica con i suoi compagni, un atleta trascinatore.
Il calcio o football ha solo qualche anno di più dei cento appena celebrati dall’inizio della Grande Guerra. È noto che la costituzione delle prime squadre italiane risale agli ultimi anni dell’Ottocento, inizio Novecento.

I pionieri di questo sport per età o perché volontari parteciparono come soldati alla Prima guerra mondiale. Alcuni riuscirono a tornare dando il proprio contributo nei campionati degli anni Venti e Trenta, molti caddero o subirono ferite e mutilazioni tali da compromettere qualsiasi futura attività. Squadre come Vicenza, Internazionale, Juventus, Lazio, Bologna, Genoa, Milan, La Spezia, Cremonese, Monza soffrirono la perdita di svariati loro campioni. Un fenomeno che non vede però svilupparsi il ricordo delle loro gesta con l’intitolazione di campi sportivi nelle rispettive città.

Per ricordare questi giocatori e per comprendere il modo in cui si è sviluppato negli anni il fenomeno della dedicazioni dei vari stadi nel nostro Paese, ecco il libro di Enzo Ferrari editore LO SPRINT di Genova,
La Grande Guerra nel pallone. Ciccione Ferraris Picco. Gli stadi di calcio della Liguria. A corollario dei tre stadi, la ricerca affronta il fenomeno dei campi del “Littorio” realizzati nel Ventennio fascista. Un insieme d’impianti che ha accompagnato il consolidamento di una certa impostazione di politica sportiva.
Il lavoro si chiude con un elenco dei calciatori morti in guerra divisi per squadra di appartenenza e con un ricordo di alcuni giocatori fortunatamente tornati a casa e scesi nuovamente in campo magari come allenatori o arbitri.
Il Prof. Fabio Caffarena, docente all’Università di Genova e Direttore dell’Archivio Ligure della Scrittura Popolare ha scritto la presentazione del volume.

Il volume può esser richiesto direttamente alla Casa Editrice Lo Sprint srl (via Corsica 2/6 – 16128 Genova) scrivendo una mail a glc@losprint.com oppure telefonando al 335.6637980.