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Gezmataz Festival & Workshop, domani l’atteso concerto di Julian Lage al Porto Antico

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Gezmataz Festival & Workshop, domani l’atteso concerto di Julian Lage al Porto Antico
Gezmataz Festival & Workshop, domani l’atteso concerto di Julian Lage al Porto Antico

Gezmataz Festival & Workshop, domani l’atteso concerto di Julian Lage al Porto Antico, la principale rassegna jazz genovese entra nel vivo

Gezmataz Festival & Workshop, domani l’atteso concerto di Julian Lage al Porto Antico: protagonista il trio del giovane chitarrista californiano, astro nascente della scena jazz internazionale con all’attivo già cinque candidature ai Grammy e collaborazioni con Dave Douglas, Charles Lloyd, John Zorn e Nels Cline. Venerdì la rassegna sconfina a Varazze per lo spettacolo di Mario Tozzi ed Enzo Favata “Mediterraneo: le radici di un mito”

Il Gezmataz Festival & Workshop entra nel vivo con il concerto – domani, giovedì 14 luglio alle 21 alla Piazza delle Feste del Porto Antico – di uno dei musicisti più attesi di questa 19ª edizione: l’astro nascente della scena jazz internazionale Julian Lage, chitarrista californiano non ancora 35enne che ha già all’attivo cinque candidature ai Grammy e collaborazioni con Dave Douglas, Charles Lloyd, John Zorn e Nels Cline.

“Squint”, inciso nel 2021 a Nashville per la storica etichetta Blue Note, rappresenta il suo album di esordio come leader, accompagnato dal contrabbassista peruviano Jorge Roeder e dal batterista di Minneapolis Dave King. La carriera di Lage inizia però da ancora più lontano: da quando cioè, da bambino prodigio di appena otto anni, è protagonista di un documentario, per poi esibirsi per la prima volta ai Grammy da dodicenne.

I suoi studi lo portano dal Conservatorio di San Francisco al Berklee College di Boston, dove incontra Gary Burton che lo vuole nella band con cui incide “Generations” e “New Generation”. Seguono le già citate collaborazioni con Dave Douglas, Charles Lloyd, John Zorn e Nels Cline.

Negli ultimi anni Julian Lage ha compiuto una colta operazione di sintesi, risalendo fino alle radici della musica americana attraverso il linguaggio unificante del jazz, trasversalmente e senza preconcetti generi e fasi storiche. Lage ha la maestria tecnica, la credibilità intellettuale, la padronanza della materia per riuscire in un progetto affascinante: cercare nuove strade senza rinnegare la tradizione.

«L’arte e la musica sono piattaforme per influenzare, guarire e facilitare le conversazioni. È diventato davvero importante per me catturare un certo senso di complessità emotiva nella musica, un po’ di confusione». Queste le parole con cui Julian Lage descrive il suo modo di vivere la musica.

Quello di Lage e del suo trio è dunque uno dei concerti più attesi di questa edizione del Gezmataz Festival, insieme a quelli degli Antares Flare martedì 19, di Filippo Gambetta con il suo progetto “Maestrale” mercoledì 20, Jeff Ballard giovedì 21 e Jaques Morelenbaum venerdì 22 luglio, tutti alla Piazza delle Feste.

Da segnalare anche lo sconfinamento a Varazze di venerdì 15 luglio per lo spettacolo “Mediterraneo: le radici di un mito” con Mario Tozzi ed Enzo Favata, uno scienziato della terra e un musicista che, della musica della sua terra, ha fatto un’inconfondibile cifra stilistica. Gran finale, ancora al Porto Antico, sabato 23 con l’esibizione dei partecipanti al Workshop e dei loro docenti Marco Tindiglia, Furio Di Castri e Rodolfo Cervetto.

Biglietti su Happyticket. Maggiori informazioni su Festival e Workshop sono disponibili sul sito www.gezmataz.org e sui profili social ufficiali Facebook /gezmataz e Instagram/gezmataz.