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Genova, sequestrato maxi yacht a Fassa. Fermo per fiduciario del re del settore edile

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L'imprenditore del settore edile Paolo Fassa (foto di repertorio fb)

Oggi è stato convalidato il fermo, eseguito nei giorni scorsi dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, di Giuseppe Parodi, accusato di reimpiego di capitali di provenienza illecita per circa 6 milioni di euro e ritenuto dagli inquirenti il fiduciario di Paolo Fassa, titolare dell’azienda trevigiana di calcestruzzi ‘Fassa Bortolo’ (in passato patron dell’omonima squadra di ciclismo) indagato insieme alla figlia Manuela per frode fiscale e autoriciclaggio di 5 milioni di euro.

Lo ha deciso il gip di Milano, che ha disposto anche per il professionista 70enne gli arresti domiciliari. Il giudice nel provvedimento ha evidenziato che sussistono a carico di Parodi sia il pericolo di fuga (è stato bloccato dalla GdF mentre, secondo l’accusa, stava per partire per le isole Canarie), che quelli di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato.

All’imprenditore Paolo Fassa, a gennaio, sono stati sequestrati dalla GdF un maxi yacht di oltre 50 metri, il ‘Blanca’, ormeggiato nel Porto di Genova e battente bandiera britannica, e circa un milione e mezzo di euro.

Nel corso dell’inchiesta sono stati ricostruiti gli ultimi 16 anni di redditi dichiarati da Fassa, che ammontano a un totale di oltre 9 milioni e 600 mila euro. Redditi confrontati con gli oltre 32 milioni di spese di acquisizione in leasing del ‘Blanca’, avvenuta sempre 15 anni fa, e di gestione.

Da qui la sproporzione, ritenuta evidente, tra dichiarazioni dei redditi e valore della barca e la scoperta di un presunto sistema architettato per ‘nascondere’ lo yacht e i suoi costi di mantenimento al Fisco.

Il fiduciario Parodi, residente in Svizzera e fermato a Milano, avrebbe reimpiegato, secondo l’accusa, circa 6 milioni delle risorse che l’imprenditore trevigiano, con la complicità di altri e attraverso un complesso meccanismo, avrebbe drenato alla Fassa srl. Il tutto per dirottarle verso società off-shore con sede in Croazia, Svizzera, Principato di Monaco e Panama, e con lo scopo di impiegarle per l’acquisito e la gestione dell’imbarcazione di lusso.