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E-SPORT: un’opportunità o una nuova filosofia educativa?

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E-SPORT: un’opportunità o una nuova filosofia educativa?

E-SPORT: un’opportunità o una nuova filosofia? Vista la curiosità e l’attualità del tema, la Società Economica in collaborazione con Panatholn Club Tigullio, ha deciso di proporre un convegno dal titolo “E-SPORT. Opportunità o nuova filosofia?” che avrà luogo venerdì, 24 maggio, alle ore 10.30, presso la sala Ghio Schiffini dell’Economica in Chiavari.

Interverranno numerosi addetti ai lavori, a vario titolo, per discutere insieme seguendo un obiettivo comune: “creare la conoscenza di una disciplina che sta assumendo nel mondo larga popolarità”. E’ lo sport di giocare ai videogame in maniera agonistica. Da soli o in gruppo, con squadre che si allenano insieme e si affrontano in tornei. Come negli sport “classici”, ci sono allenamenti e training da seguire e per essere un bravo gamer bisogna allenarsi, anche 10-15 ore al giorno, come ha rivelato un’inchiesta di The Guardian qualche tempo fa.

Ogni sfida, ogni torneo si gioca sulla bravura dei giocatori e sulla strategia della squadra e le partite possono durare anche 6-12 ore. Alla luce di tutto questo il CIO, Comitato Italiano Olimpico in un comunicato ufficiale aveva decretato, già nel 2017 che: “Gli e-sports possono essere considerati un’attività sportiva, e i giocatori coinvolti si allenano con un’intensità che può essere assimilata a quella degli atleti delle discipline tradizionali”. Negli anni il fenomeno è andato crescendo, anche nel nostro Paese, così come il giro d’affari ad esso collegato e cresce l’interesse e all’attenzione su questa “nuova frontiera” dello sport.

Modera: Enrico Valente, giornalista. Interverranno: Antonio Micillo, presidente del CONI Liguria, Maurizio Miazga, segretario della Federazione Italiana E-sport Giorgio Costa, presidente del Distretto Italia del Panathlon, Don Paolo Zanandreis, responsabile ufficio sport della Diocesi di Chiavari.

Il convegno verrà seguito in diretta streaming dell’ evento e il successivo caricamento sul sito www.teleradiopace.com La registrazione del convegno è poi programmata la sera di martedì 28 maggio alle 20:50 su Teleradiopace 2 (n°85 del telecomando) e in replica venerdì 31 maggio alle 21:35 (circa) su Teleradiopace 3 (n°115).

Per ulteriori informazioni Cavagnaro Franco (e-mail: franco.cavagnaro@tin.it cell: 3485139403). Priolo Michele (e-mail: michelepriolo1@virgilio.it cell: 3402802474)

Così spiegano i promotori dell’iniziativa: «Lo sport ha antiche radici nella cultura e nello sviluppo dell’umanità. Le prime testimonianze di attività sportive risalgono alla preistoria con significative tracce di arte rupestre, che lasciano intendere la prevalenza di competizioni di corsa e di lotta.

Nel corso dei secoli si assiste a un progressivo sviluppo di attività in Egitto, in Grecia e poi a Roma, con la conferma degli sport di prevalenza fisica ma anche con l’invenzione di sport, che traevano da elementi esterni all’uomo il sussidio per rendere più attraenti gli stessi sia per i praticanti che per gli spettatori. Si utilizzano la palla, le lance, l’arco e poi anche i cavalli e le bighe e si sviluppano sport, che hanno il merito di privilegiare anche i meno dotati nella muscolatura.

La necessità di associare la pratica sportiva allo sviluppo tecnologico esplode all’inizio del ventesimo secolo quando la tecnologia trasforma in maniera irreversibile l’esistenza dell’uomo. Si sviluppano gli sport nautici (vela, motonautica), quelli motoristici, aeronautici, gli sport invernali, il tiro al piattello ecc. in giusto equilibrio tra allenamento fisico e intellettivo, la tecnologia a supporto dello sport, la tecnologia gestita dall’uomo, non essa stessa sport.

L’avvento dell’elettronica nel mondo tecnologico sta però trasformando anche questo principio e la tecnologia sta proponendosi come sport, il fisico e l’intelletto al servizio dell’elettronica. Scopo del convegno è di comprendere questa trasformazione, quale potrà essere l’impatto sul futuro dei giovani, il rischio che lo sport si trasformi da divertimento a speculazione, l’abbandono degli sport tradizionali e formativi per il fisico e per la psiche in sport sedentari e morbosi.»