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Donna incinta intossicata da monossido di carbonio in via Sampierdarena

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Donna incinta intossicata da monossido di carbonio in via Sampierdarena
Salvata dai vigili del fuoco. Una semplice disattenzione, un’installazione forse non eseguita a regola d’arte e poca conoscenza delle apparecchiature, hanno portato questa notte a ciò che poteva essere un incidente fatale.

Una stufa a gas posizionata sotto la finestra di una camera di un’abitazione in via Sampierdarena era in funzione mentre una giovane in stato interessante dormiva nella stessa stanza.

Gli inquilini dell’appartamento probabilmente non avevano notato era che i panni stesi ad asciugare stavano ostruendo il tubo di scarico dei fumi della caldaia, che anziché disperdersi fuori rientravano nella camera.

Per fortuna, sono tempestivamente intervenuti i VVF, che hanno salvato la donna, poi trasferita al Villa Scassi e dichiarata fuori pericolo di vita.

Le cause dell’incidente sono state appurate dal nucleo investigazioni antincendio territoriale NIAT del Comando di Genova.

Gli esperti dei VVF hanno ricordato e raccomandato: “Ogni combustione genera monossido di carbonio. Questo gas, inodore e incolore si lega con molta più forza all’emogoblina andando a sostituirsi all’ossigeno indispensabile per la vita.

I primi sintomi sono mal di testa ma durante il sonno è facile non rendersi conto del pericolo.

Fondamentale è far installare le apparecchiature da tecnici qualificati e far verificare il buon funzionamento ogni anno. Anche fonti di calore apparentemente senza fiamma, come potrebbe essere un braciere, sono ghiotti di ossigeno e rendono in cambio una grande quantità di monossido.

Raccomandiamo pertanto la massima prudenza e un minimo di conoscenza delle apparecchiature, in modo da non correre rischi nell’ambiente che ci sembra più sicuro, la nostra casa”.

 

Donna incinta intossicata da monossido di carbonio in via Sampierdarena: la parte esterna dell’edificio