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Domani si spara nei boschi ancora con il fogliame fitto

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Aperta la caccia dal 15 agosto. Estesa a più specie

Domani non si apre la caccia ma la si estende ad un maggior numero di specie;

è infatti già aperta dal 15 agosto al capriolo maschio e da domani si potrà sparare anche a quaglie, tortore, lepri e conigli selvatici ma anche a poveri animali d’allevamento (fagiani, pernici e starne) liberati da pochi giorni per essere comodamente ammazzati da domani (nella foto pernici liberate, in cammino lungo la strada in Valbormida); ed anche a cornacchie, ghiandaie, gazze, germani reali, gallinelle d’acqua, folaghe, alzavole, codoni, fischioni, mestoloni, moriglioni, marzaiole, canapiglie, frullini, pavoncelle, beccaccini, merli, tordi bottaccio e colombacci; ma dal 1° ottobre si potranno uccidere anche tordi sassello, cesene, allodole, beccacce, porciglioni, fagiani di monte, volpi; ed il 6 ottobre comincia la caccia al cinghiale, il 1° novembre alla moretta.

La Protezione Animali savonese denuncia che i cacciatori, per fortuna sempre meno, agiranno quindi in boschi ancora con il fogliame folto, dove escursionisti, fungaioli, biker e chiunque voglia fare una passeggiata nella natura, rischieranno di prendersi una fucilata per la ridotta visibilità; ma per il consiglio regionale ligure che, a parte il Movimento 5 Stelle, ha approvato il calendario, essi sono “sacrificabili” ?

Sul calendario pende il ricorso al TAR, che dovrebbe esprimersi il 26 settembre sulla richiesta di sospensiva, presentato da Enpa, Lac, Lav e WWF. Le richieste delle associazioni  ricorrenti sono: una sola giornata anziché 2 per tordo bottaccio, cesena e merlo,  chiusura della caccia al 20 gennaio anziché al 31 per tordo bottaccio, sassello, cesena,  folaga, alzavola, germano reale, fischione e canapiglia, divieto di caccia a moriglione e moretta, cancellazione del prelievo del cinghiale oltre il 6 gennaio 2020 anche in caso di non raggiungimento del contingente, abolizione della mezz’ora dopo il tramonto, divieto di caccia da appostamento a meno di 500 metri dalle zone umide dal 21 al 31 gennaio, annotazione immediata dei capi e non al momento dell’abbattimento “accertato”.