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Detenuto con problemi psichiatrici appicca fuoco a cella di Marassi: due agenti intossicati

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Suicida a Marassi il 70enne che aggredì a sprangate la compagna a Sori
Genova, carcere di Marassi (foto repertorio)

Ieri nel primo pomeriggio un detenuto di origine slave, detenuto per omicidio, ristretto in una cella e con grossi problemi psichiatrici, ha dato fuoco al materasso, cuscino e indumenti vari, determinando la necessità, a causa dei fumi sprigionatisi, di mettere in sicurezza il piano terra.

Due agenti penitenziari sono intervenuti in soccorso del detenuto e sono stati ricoverati al pronto soccorso per un principio di intossicazione.

Il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria ha consentito di salvare il detenuto e le altre persone ristrette.

A darne notizia è Fabio Pagani Segretario Regionale della Uilpa, che dopo aver sentito gli agenti al San Martino,  precisa “la cella era un inferno, il detenuto si era barricato nel bagno, e ci aspettava con il piede di un tavolo per colpirci, in quel momento, non vedevamo nulla, ma per salvare il detenuto, abbiamo seriamente messo a rischio la nostra vita”.

“Crediamo – conclude Pagani  – che questi eroi ormai stufi di un’ Amministrazione Penitenziaria che continua ad ignorare ulteriormente il fatto, che il carcere di Marassi non sia idoneo ad ospitare tanti detenuti con caratteristiche di ingestibilità.

Pertanto auspichiamo che arrivino nell’immediato risposte concrete che possano alleviare una situazione che non potrà essere sostenuta ulteriormente. Agli agenti eroi feriti, va la nostra vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione, nella ricerca dello Stato”.