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Delirio di una notte d’estate | Recensione di Elisa Prato

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Delirio di una notte d’estate | Recensione di Elisa Prato
Delirio di una notte d’estate

La compagnia teatrale Scatenati, composta dagli attori detenuti della Casa circondariale di Genova Marassi, con Delirio di una notte d’estate, si propone per la quarta volta con uno spettacolo ispirato a Shakespeare.

Stavolta con una libera interpretazione di Sogno di una notte di mezza estate, che a buon diritto, può chiamarsi commedia, in quanto il testo, nella mente dell’Autore, è stato concepito come il più onirico e fantasioso, dove una volta tanto nessuno muore per amore o per gelosia, ma tutto finisce nel migliore dei modi, con il trionfo dei sentimenti autentici.

Ed ecco che il regista Baldacci, pur lasciando in qualche modo intatti sogno e fantasia, ma incrementando la giocosità, ha trasportato l’azione in un  contesto per così dire “moderno” ai “margini di una metropoli  contemporanea”, colma di insidie non diversamente dal bosco  shakespeariano, in cui si muovono  figure equivoche e scarsamente spirituali,  giovani maschi poco decisi, giovani donne molto determinate.

Filtri e pozioni magiche sono sostituiti da potenti pillole che stravolgono cervelli ed affettività  con lo scopo di manipolare le persone.

Una scena moderna, lineare ed essenziale, che sottolinea azione e  sentimento con il cambio continuo di squillanti colori: il personaggio chiave è sempre Puck, il folletto pirotecnico che si presenta per primo e poi conclude lo spettacolo: un personaggio un po’ servile ma  provvisto, se necessario, di una sua morale, pronto a rendersi invisibile occultandosi sotto un ombrello scarlatto.

Mentre si organizza una festa notturna alla luce della luna piena, una  compagnia di attori/artigiani dilettanti si dividono i ruoli, tra  esilaranti improvvisazioni e giochi di corporale plasticità.I giovani Lisandro ed Ermia vorrebbero sposarsi ma il padre di lei impone un matrimonio d’interesse con Demetrio, del quale è innamorata Elena, una fanciulla non bella ma assai combattiva. Ermia cerca invano l’aiuto di un potente personaggio per convincere il padre ad accantonare il non voluto Demetrio, ma senza successo. I due innamorati  progettano una fuga notturna, non prima di aver rassicurato  Elena sul fatto che Demetrio sarà sicuramente il suo.

Da ciò prende l’avvio una serie di “deliranti” avvenimenti, pilotati da Puck con la  somministrazione di   pillole che fanno innamorare chi le assume della prima persona che vedrà risvegliandosi.

L’Amore pertanto corre seri rischi, ma stavolta, a dispetto di ogni evento o pressione, le coppie si ricompongono nel  lieto fine  e trionfano gli affetti sognati sui momentanei deliri artificialmente indotti.

L’azione è rapida, nel susseguirsi spasmodico degli eventi e contempla  l’uso divertente di flessibilizzare parole e verbi della lingua italiana: gli attori conservano gli accenti dei loro dialetti o lingue originali e ciò accentua, nonostante la recitazione spesso sopra le righe, il tratto giocoso, onirico e surreale del testo originario.

Imperdibili le reazioni dei partner occasionali  al risveglio  nonchè i litigi tra le due fanciulle presunte rivali.

Gli attori mostrano talento e una sorprendente perizia nell’uso delle tecniche teatrali, tali da meritare pienamente la settima medaglia assegnata dalla Presidenza della Repubblica.

L’attore Igor Chierici, eccezionale nella parte del folletto Puck, mostra di aver raggiunto una maturità espressiva che lo conferma nel rango di attore professionista.

Lo spettacolo resta al Teatro Ivo Chiesa ancora nei giorni  22, 23, 24 aprile e successivamente sarà al Teatro dell’Arca  dal 26 al 28 aprile. Da consigliarsi vivamente. ELISA PRATO