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Convegno, II edizione Il mio teatro è una città 2021

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Convegno, II edizione Il mio teatro è una città 2021

Esperienze di teatro e cittadinanza in Italia e in Europa,In the empty space

 

Sabato 27 febbraio 2021 in diretta Facebook dal Teatro di Sori – Genova ore 18 facebook.com/teatropubblicoligure

Coordinano Sergio Maifredi, Andrea Porcheddu e Gian Luca Favetto Il convegno si apre con il saluto introduttivo del

Cardinale Gianfranco Ravasi

presidente del Pontificio Consiglio della Cultura

e di Monsignor Marco Tasca

arcivescovo di Genova

Intervengono in dialogo con Sergio Maifredi

Emilio Previtali, alpinista

Marco Aime, antropologo

Stefano Fera, architetto

Ermanno Bencivenga, filosofo

Cristina Fiorentini, judoka 6° dan

Rosa Polacco, redattrice Rai Radio3

Paolo Verri, direttore The Grand Finale Ocean Race Genova 2022/23

Stefano Romagnoli, curatore della pagina Facebook “spettatore professionista”

Anna Olivari, spettatrice, Rapallo

Carola Rosasco, spettatrice, Genova

Matteo Negrin, Fondazione Piemonte dal Vivo  – Andrée Ruth Shammah, Teatro Franco Parenti, Milano -Giuseppe Cederna, attore – Paolo Rossi, attore – Francesco Nardelli, Centro Santa Chiara, Trento  – Rita Maffei, CSS Udine, Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia– Lucia Franchi, Kilowatt Festival, Sansepolcro/Progetto europeo BeSpectActive – Tommaso Bianco, Kronoteatro di Albenga e Festival Terreni Creativi – Micaela Casalboni, Teatro dell’Argine, San Lazzaro di Savena, Bologna – Corrado d’Elia, Teatri Possibili, Milano – Giancarlo Biffi, Cada die Teatro, Sardegna – Giacomo Pedini, Mittelfest, Cividale del Friuli – Federica Fracassi, attrice e condirettrice Teatro i, Milano – Angelo Pastore, presidente Agis Liguria – Serena Sinigaglia, A.T.I.R. – Teatro di Ringhiera, Milano – Carla Peirolero, Festival e Compagnia Suq, Genova – Andrea Cerri, Compagnia Gli Scarti, La Spezia – David Beronio, Teatro Akropolis, Genova – Davide Sacco, Zona Rossa, Teatro Bellini, Napoli

Lo spettacolo del futuro è una sala vuota

Yves Klein

(in “L’evoluzione dell’arte verso l’immateriale”, confer«enza all’Università la Sorbona di Parigi, 1959)

La seconda edizione del convegno Il mio teatro è una città – Nello spazio vuoto, progetto di Sergio Maifredi organizzato da Teatro Pubblico Ligure con il sostegno di Regione Liguria e Comune di Sori nell’ambito della stagione Soriteatro 2020/2021, si tiene sabato 27 febbraio e si può seguire dalle ore 18 in streaming sulla pagina Facebook di Teatro Pubblico Ligure https: //www.facebook.com/teatropubblicoligure/ e successivamente sul sito http://www.teatropubblicoligure.it/progetti/il-mio-teatro-è-una-città.html. Ha per titolo In the empty space – Nello spazio vuoto. Un alpinista, una judoka, un filosofo, un teologo, un architetto e un antropologo dialogano sullo spazio vuoto con direttori e organizzatori teatrali, registi, attori su questo tempo vuoto e sulla distanza che il lockdown ha prodotto nella nostra società.

 

Il convegno si apre con il saluto introduttivo del Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Sarà il cardinale Ravasi a esprimere la prima riflessione sul rapporto con lo spazio vuoto e la memoria va all’immagina di Papa Francesco in preghiera nella piazza San Pietro deserta, all’inizio del lockdown.

 

A un anno dalla chiusura dei teatri, si torna a parlarne confrontandosi con il vuoto che hanno lasciato. «In questo anno di clausura – dichiara Sergio Maifredi – il Teatro ha reagito, facendosi immateriale. Dovendo svuotare l’edificio teatro si è affidato a quel filo rosso, a quel patto che lega lo spettatore all’attore, che lega chi ascolta a chi racconta. Le storie sono luci nel buio. Fari per ritrovare una rotta, per attraversare il vuoto. E il vuoto stesso ha una sua terribile forza, da cogliere, da catturare. Penso a due artisti a cui ho guardato nel progettare questa seconda edizione: Yves Klein, che con il suo celebre Salto nel Vuoto vuole catturare il vuoto stesso, fino a teorizzare un Teatro del Vuoto, crudele e visionario quando il teatro di Artaud; e Peter Brook che con il suo Lo Spazio Vuoto ha posto le basi per il ground zero del teatro, spazzando via il teatro mortale, quel teatro morto che si insinua ovunque e rende solo un piccolo rito borghese l’andare a teatro. In questo tempo, gli artisti del teatro, gli spettatori loro complici possono, insieme, trovare il gesto, lo sguardo, il pensiero che sappia ricostruire quell’umanità che i freddi dati statistici, la bulimia di norme e di divieti, la diffidenza e la paura sembrano relegare in infinite solitudini».

Matteo Negrin, direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo e ospite del convegno, sottolinea: «Il teatro più di qualsiasi altro dispositivo è lo strumento cui l’umanità ricorre da ventisei secoli per leggere e capire sé stessa, e la sala vuota altro non è che la rappresentazione plastica e drammatica di una vicenda storico-destinale che da ventisei secoli prende il nome di tragedia. […] Il teatro deve avere il coraggio di lasciarsi alle spalle il cerimoniale consolidato, pacchiano, insulso, vuoto, falso, immorale e inconcludente con cui la borghesia celebra se stessa, “non per astio, ma per necessità”, e fissare il proprio sguardo nell’abisso del tragico».

Sul teatro e sulle modo di farlo espresso da Teatro Pubblico Ligure, interviene anche la Chiesa. L’arcivescovo di Genova Monsignor Marco Tasca: «L’immagine della Piazza San Pietro “vuota” – ha dichiarato in un suo scritto – rimarrà negli occhi e nella storia. Ma non era vuota: Papa Francesco, col suo incedere verso lo storico crocifisso ligneo di San Marcello, ci ha indicato che è Cristo che abita la realtà, anche quella che può apparire vuota. La fede cristiana ci rivela questo». L’arcivescovo ha aggiunto: «Sono stato informato del lodevole lavoro che attraverso il Teatro Pubblico Ligure svolgete con le Comunità e sui Territori, anche nelle piccole realtà, per tenere viva l’identità degli uomini che vi abitano e rendono vivi i luoghi nei quali dimorano».

In dialogo con Sergio Maifredi, coordinati dal critico teatrale Andrea Porcheddu e dallo scrittore Gian Luca Favetto, intervengono l’alpinista Emilio Previtali, l’antropologo Marco Aime, l’architetto Stefano Fera, il filosofo Ermanno Bencivenga, la judoka 6° dan Cristina Fiorentini, la redattrice e conduttrice della trasmissione “Tutta la città ne parla” su Rai Radio3 Rosa Polacco, Paolo Verri, direttore The Gran Finale Ocean Race Genova 2022/23, già direttore Fondazione Matera 2019 Città della Cultura. Autorevoli esponenti di discipline diverse, a cui si aggiungono la figura dello spettatore professionista Stefano Romagnoli e due abituali, affezionate e attente spettatrici, Anna Olivari e Carola Rosasco. Ognuno racconterà la propria esperienza nel rapporto con il vuoto dal suo punto di vista. Che relazione c’è tra lo strapiombo di una parete in montagna e la vertigine creata da un imprevisto che scardina ogni certezza? Tra una piazza deserta e un teatro vuoto? Tra la fragilità umana e la strategia di una gara da affrontare?

Con Maifredi, Porcheddu e Favetto ne discuteranno collegati in diretta Matteo Negrin (direttore Fondazione Piemonte dal Vivo), Andrée Ruth Shammah (direttrice Teatro Franco Parenti, Milano), Giuseppe Cederna (attore) Paolo Rossi (attore), Francesco Nardelli (direttore Centro Santa Chiara, Trento), Rita Maffei (regista, attrice, codirettore artistico del CSS di Udine – Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia), Lucia Franchi (co-direttrice di Kilowatt Festival Sansepolcro, capofila progetto europeo BeSpectActive, coautrice del volume Lo spettatore è un visionario), Tommaso Bianco (fondatore della compagnia Kronoteatro di Albenga e del Festival Terreni Creativi), Micaela Casalboni (co-direttrice artistica del Teatro dell’Argine – San Lazzaro di Savena – Bologna), Corrado d’Elia (fondatore Teatri Possibili, Milano), Giacomo Pedini (direttore Mittelfest, Cividale del Friuli), Giancarlo Biffi (fondatore Cada die Teatro, Cagliari), Federica Fracassi (attrice e condirettrice Teatri i, Milano), Angelo Pastore (presidente Agis Liguria), Serena Sinigaglia (direttrice A.T.I.R – Teatro di Ringhiera, Milano), Andrea Cerri (direttore Compagnia Gli Scarti, La Spezia) e Carla Peirolero (direttore artistico Festival e Compagnia Suq Genova), David Beronio (codirettore artistico del Teatro Akropolis, Genova), Davide Sacco (curatore Zona Rossa al Teatro Bellini di Napoli).

Nella Stagione 2020/2021 di Soriteatro il convegno è rimasto un punto fermo, perché è necessario oggi più che mai proseguire la riflessione sulle esperienze di teatro e cittadinanza, sviluppando l’analisi iniziata nel 2020 con la prima edizione de Il mio teatro è una città.

La prima edizione coincise con la prima chiusura dei teatri, il 29 febbraio dello scorso anno. Non solo teatri chiusi, ma assenza, incertezza, malattia, piazze deserte, transitorietà, fragilità, isolamento, distanza, paura hanno fatto parte della realtà complicata con cui ognuno ha dovuto confrontarsi. Il titolo In the empty space – Nello spazio vuoto fa riferimento a Lo spazio vuoto di Peter Brook, uno dei testi cardine del teatro novecentesco in cui il grande regista esprime la necessità di riformulare i principi base dell’arte scenica. Ma un altro pensiero va a Yves Klein, artista a cui Maifredi nel 2012 ha dedicato la mostra “Yves Klein. Judo e Teatro. Corpo e visioni”, che con l’opera Il salto nel vuoto ha immortalato con una performance il suo concetto di Teatro del Vuoto. Brook e Klein, due maestri, due poeti capaci di profetizzare il futuro.