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Banda di georgiani fermati dalla polizia prima di un colpo in appartamento

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Erano circa le quattro di questa notte, quando i poliziotti delle volanti, in via Tommaso Invrea, hanno arrestato per tentato furto in abitazione tre georgiani, rispettivamente di 40, 31 e 29 anni, due dei quali con precedenti specifici.

Gli agenti, mentre transitavano in via Invrea a bordo dell’auto di servizio, hanno notato il 40enne ed il 29enne uscire da un portone con fare veloce ed hanno pertanto deciso di procedere alla verifica dei documenti.

I due si sono mostrati decisamente nervosi, tanto da rendere necessario un controllo più approfondito, durante il quale sono stati rinvenuti alcuni oggetti atti allo scasso, tra cui una chiave bulgara ed una lastra in plastica abitualmente utilizzata dai “topi d’appartamento” per aprire le porte, oltre a due smartphone.

Chiave bulgara (foto di repertorio)

Dalla verifica delle conversazioni telefoniche, gli agenti hanno supposto che i due stavano per compiere un furto in appartamento e che in zona potevano ancora essere presenti dei complici.

Con l’ausilio di altre volanti, i poliziotti hanno perlustrato lo stabile da cui avevano visto uscire i due senza riscontrare anomalie e si sono poi indirizzati nella zona circostante scoprendo che, nell’attigua via Smirne, era parcheggiato un Mercedes con targa francese, risultato essere intestato al più piccolo dei tre, con tutte le portiere aperte e al cui interno è stata rinvenuta un’altra piastra in plastica ed una lima per grimaldelli.

Poco dopo, a conferma dei sospetti degli agenti, è stato fermato anche il “palo” trovato mentre si nascondeva dentro uno “shop 24”in corso Buenos Aires. Abbandonato all’interno di una fioriera, il cellulare con il quale aveva appena comunicato con i complici, presumibilmente per avvertirli dell’arrivo della volante.

I tre sono stati arrestati e condotti presso gli uffici della Questura.

I due più giovani saranno processati con rito per direttissima questa mattina, mentre il maggiore, essendo destinatario di un ordine di carcerazione emesso nel 2011 e per il quale risultava essere ricercato nonché latitante, è stato associato al carcere di Marassi.