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Autostrade | Niente revoca, ma Benetton fuori piano piano

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La sede a Roma di Autostrade per l'Italia

La trattativa è durata tutta la notte

Si è trattato di un Consiglio dei ministri davvero lungo quello che si è svolto a Roma in merito alla possibile revoca della concessione ad Aspi della gestione di buona parte della rete autostradale italiana.

Un batti e ribatti tra le parti che si è concluso solo questa mattina alle 5.30.

Alla fine non c’è stata la revoca richiesta da più parti della concessione, ma una fuoriuscita progressiva della famiglia Benetton con l’ingresso dello Stato con Cassa depositi e prestiti.

Da parte sua Autostrade ha inviato quattro diverse lettere in cui accoglieva di volta per volta le richieste fatte dal Governo, anche se ci sono stati dei momenti di stallo a cui sono seguiti le riprese delle trattative.

La fuoriuscita dei Benetton e l’ingresso di Cassa depositi e prestiti avverrebbe in due fasi diverse.

Lo Stato, attraverso Cassa depositi e prestiti, entrerebbe con il 51% nel contempo avverrebbe la prima graduale uscita di scena della famiglia Benetton che si attesterebbe tra il 10 e il 12%, e resterebbe fuori dal CdA.

Successivamente ci sarebbe la quotazione in Borsa che dovrebbe portare alla nascita di una società con un azionariato, fino al 50%, in cui potrebbero entrare nuovi soci.

Il tutto dovrebbe avvenire entro un anno con partenza dal 27 luglio.

Restano ancora da definire diversi nodi, quali i risarcimenti e gli investimenti effettuati.