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Asl 2, somministrata prima dose di anticorpi monoclonali al S. Maria di Albenga

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Ospedale di Albenga (foto repertorio fb)

Ieri, presso il Day Hospital del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Albenga, diretto dal dott. Giovanni Riccio, è stata somministrata la prima dose del nuovo farmaco a base di anticorpi monoclonali ad un paziente affetto da sars cov2 (covid-19).

“Grazie alla collaborazione tra gli infettivologi di ASL 2, è stato possibile aprire un nuovo fronte nella guerra che ci vede impegnati assieme, da oltre un anno, a contrastare l’epidemia da COVID-19. Il primo paziente, un giovane trapiantato, ha ben tollerato il trattamento”, spiega il dott. Riccio che aggiunge: “E’ un momento grandemente simbolico perché l’impiego di questi nuovi farmaci, che andrà certamente aumentando nei prossimi giorni, rappresenta un’ulteriore possibilità di cura per i pazienti più a rischio e può notevolmente contribuire a ridurre la pressione su tutti i reparti Covid della nostra Provincia”.

In Liguria sono quattro i centri individuati per il trattamento a base di anticorpi monoclonali per pazienti affetti da covid-19 con sintomatologia medio-lieve.

Gli Hub sono stati individuati negli Ospedali di Sanremo, Savona/Albenga, La Spezia e San Martino a Genova.

Ad oggi sono state consegnate 26 dosi di farmaco alla nostra Azienda,  a  cui farà seguito a breve  un ulteriore  consegna  di circa  40 fiale.

“Sono orgoglioso – ha affermato il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti – che anche la Asl2 abbia iniziato ad utilizzare gli anticorpi monoclonali. La Liguria è stata la prima regione ad avviare presso il nostro hub regionale, l’Ospedale Policlinico San Martino, la sperimentazione con questo trattamento nei pazienti positivi al Covid, stilando un protocollo operativo accurato e definito per i soggetti idonei a ricevere questa cura. In questo modo abbiamo garantito il miglior utilizzo possibile di questo trattamento in tutta la Liguria, moltiplicandole ‘armi’ a nostra disposizione nella lotta al Covid-19.”

“Tempestività e valutazione sono alla base dell’utilizzo di questo farmaco, ma solo a determinate condizioni”, riferisce il dott. Marco Anselmo, direttore della struttura Malattie Infettive del Presidio ospedaliero San Paolo di Savona.

“Parliamo – ha poi aggiunto – di un’opzione terapeutica per pazienti non ospedalizzati che, pur avendo una malattia lieve/moderata, risultano ad alto rischio di sviluppare una forma grave con conseguente aumento delle probabilità di ospedalizzazione”.

Il protocollo operativo definito a livello regionale garantisce il coinvolgimento dei Medici di famiglia e delle squadre GSAT nella scelta dei pazienti per la prescrizione e la somministrazione del farmaco che avviene in regime di day hospital.  Le indicazioni infatti prevedono che il trattamento con anticorpi monoclonali sia somministrato nell’ambito di una struttura ospedaliera al fine di garantire la massima sicurezza e una immediata gestione in caso di eventuali reazioni avverse.

Il profilo tipo a cui sono indirizzate le cure con gli anticorpi monoclonali è un paziente con tampone molecolare positivo, che presenta sintomi lievi-moderati, che non presenta criticità respiratorie e che non necessita di un ricovero in ospedale. Tuttavia ha caratteristiche cliniche tali per cui il suo rischio di evolvere verso una forma grave di Covid è considerato elevato: è il caso ad esempio di un paziente immunodepresso, o un paziente trapiantato.

Bamlanivimab e etesevimab sono potenti anticorpi  monoclonali IgG1 che neutralizzano la proteina spike del virus SARS-CoV-2 bloccando il legame della proteina stessa ai recettori umani, prevenendo quindi il successivo ingresso del virus nelle cellule umane e  di conseguenza la replicazione  del virus, consentendo di accelerare i tempi di guarigione o comunque evitare l’aggravamento della situazione clinica del paziente.

“La nostra speranza è quella di poter ridurre il numero di ospedalizzazioni e di scongiurare l’evoluzione di un caso lieve in un paziente  che  sviluppi  grave  sintomatologia respiratoria  arginando quindi subito l’infezione prima che il quadro generale peggiori – afferma il dott. Marco Anselmo – un altro traguardo della scienza per sconfiggere questa malattia”.