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Ad Ognissanti crisantemi e ciclamini made in Liguria

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Ad Ognissanti crisantemi e ciclamini made in Liguria

Dai classici crisantemi alle sterlizie, dalle gerbere ai ciclamini, dalle rose fino al verde ornamentale da reciso.

Che si preferiscano in bouquet o in vasi, sono i fiori liguri la prima scelta per la festa di Ognissanti, festa cristiana che celebra, il 1° novembre, la gloria di tutti i Santi, a cui segue, il giorno successivo, la Commemorazione dei Defunti, dove è rito secolare portare un fiore in dono.

È quanto afferma Coldiretti Liguria, nel commentare l’andamento del mercato autunnale dei fiori liguri che, in ricorrenze come queste ma non solo, può soddisfare la richiesta sia del mercato nazionale sia di quello internazionale.

La ricorrenza di Ognissanti fu istituita per il mondo cattolico da Papa Gregorio II nell’VIII secolo, e furono proprio i fiori, per il loro linguaggio semplice ed eterno, ad essere il mezzo scelto per celebrare questa giornata e quella successiva, che ha una tradizione ancora più antica, se già ai tempi degli antichi egizi, greci e romani, il fiore reciso portato in dono ricordava la gioia terrena grazie ai suoi profumi e colori ma, allo stesso tempo,  la caducità della vita.

Tra i fiori più adatti per la commemorazione dei nostri antenati che si possono scegliere in Liguria, c’è senza dubbio il crisantemo, letteralmente “il fiore d’oro”, usato sia in vaso che reciso, che al di fuori dei confini nazionali è anche simbolo di gioia e prosperità. Non manca poi il ciclamino, che si produce da settembre e fin dopo le festività natalizie, e che simbolicamente allontanerebbe venti malefici e nefasti. Ma dato che ogni omaggio è espressione di amore e memoria, ciascun fiore ligure può essere scelto, anche la classica ed intramontabile rosa, simbolo di affetto profondo ed eterno.

E per conservare al meglio i fiori recisi dopo l’acquisto, si consiglia di cambiare l’acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliarne il gambo,  ma anche di aggiungere ogni litro d’acqua un cucchiaio da caffè di varechina e 40 grammi di zucchero per conservarlo al meglio per una settimana, oppure con una dose calibrata (leggere le indicazioni) di nitrato d’argento.

“La produzione dei crisantemi e di altri fiori autunnali – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa  – è fondamentale per molte aziende liguri che portano avanti un settore, quello florovivaistico, da difendere e promuovere con ogni risorsa. Nonostante in alcune aree si sia registrato un calo nella produzione di questo genere di fiori da reciso, il mercato ligure, in generale, sta mostrando una dinamicità dettata dall’ottima qualità di prodotto e dall’impegno degli imprenditori locali, che riescono a sbaragliare in molti casi la concorrenza. La floricoltura in Liguria, che si concentra per il 95% tra le province di Imperia e Savona, conta ad oggi 3.200 aziende di fiori e piante ornamentali in provincia di Imperia e circa mille nella provincia di Savona. Per i propri doni, in occasioni come questa, ma non solo, come Coldiretti Liguria consigliamo di preferire fiori del nostro territorio a quelli d’importazione: acquistare fiori liguri significa contribuire alla valorizzazione del territorio e alla salvaguardia dell’ambiente, e sostenere un settore che, a livello nazionale, conta 27mila aziende con 100mila addetti e vale complessivamente 2,5 miliardi di euro. I fiori liguri, e italiani in generale, sono  senza dubbio di qualità migliore, non solo perché non devono affrontare lunghi viaggi, ma anche perché molti produttori sono impegnati a selezionare varietà che regalano profumi più intensi e caratteristici”.