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A26, crollo galleria Berté. Pm genovesi: inadempimento contratti pubbliche forniture

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Detriti caduti dalla volta della galleria Bertè (foto di repertorio - Renato Rivano)

Inadempimento di contratti di pubbliche forniture. E’ il reato contestato per il mancato adeguamento alla normativa europea per le gallerie gestite da Autostrade per l’Italia. L’accusa, nei confronti di nove persone, su 21, oggi è stata messa nero su bianco nella richiesta di proroga di indagini per il crollo della volta della galleria Bertè, in A26, avvenuta il 30 dicembre 2019.

Agli altri 12, invece, vengono contesti il crollo colposo, il falso e l’attentato alla sicurezza dei trasporti. Si tratta di tecnici ed ex dirigenti di Spea, la società che si occupava di manutenzioni per Aspi, e di Autostrade.

Il filone sul mancato adeguamento vede indagati l’ex amministratore delegato di Aspi e Atlantia Giovanni Castellucci, l’ex direttore delle grandi opere Paolo Berti, l’ex direttore della manutenzioni Michele Donferri Mitelli, ma anche il suo predecessore Mario Bergamo.

Lo stesso reato è contestato anche all’attuale direttore di tronco Mirko Nanni a cui i pubblici ministeri genovesi contestano anche l’omissione di atti d’ufficio, l’attentato alla sicurezza dei trasporti e la rimozione ed omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Dopo il crollo partirono una serie di ispezioni da parte dell’ingegnere Placido Migliorino del Mit col quale Aspi ha avviato un piano per la messa in sicurezza dei tunnel.

Aspi ha avviato dall’inizio del 2019 un percorso di riforma degli standard di controllo, manutenzione e adeguamento di tutte le componenti della rete autostradale.

Per quanto riguarda le gallerie, secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa, dalle prime settimane del 2020 sono stati innovati i protocolli e le modalità di controllo e manutenzione di tutte le 587 gallerie della rete di Aspi, di cui 285 in Liguria.

In collaborazione con il Mit sono state adottate le Linee Guida del Cetu (Le Centre d’Etudes Des Tunnels del governo francese), che prevedono diverse fasi di approfondimento strutturale. Sono state introdotte avanzate tecnologie, come georadar e laserscanner.

Le attività di monitoraggio sono state affidate a società specializzate di ingegneria indipendenti e di livello internazionale.

Nei primi 7 mesi del 2020 sono state ispezionate tutte le 588 gallerie della rete Aspi, dopo aver rimosso oltre 600.000 mq di rivestimenti in onduline, di cui 320.000 mq in Liguria.

Per accelerare i programmi, hanno lavorato fino a 16 appaltatori in contemporanea in area ligure con circa 1000 addetti. La spesa complessiva delle attività di manutenzione delle gallerie a seguito delle verifiche è stata finora di 173 mln.

Nel biennio 2019-2020 le spese in manutenzione di Aspi sulla rete sono raddoppiate rispetto al periodo precedente. Come avvenuto per ponti e viadotti, gli standard e le tecnologie introdotte da Aspi per le gallerie negli ultimi due anni sono oggetto di confronto con il Consiglio superiore dei Lavori pubblici per ufficializzarle in un “Manuale” che sarà punto di riferimento per il comparto.