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A Finale Ligure un progetto degli studenti

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A Finale Ligure un progetto degli studenti
A Finale Ligure un progetto degli studenti

A Finale Ligure un progetto degli studenti del corso Isforcoop. Il “Giardino Gallesio” al centro dell’iniziativa.

A Finale Ligure un progetto degli studenti del corso “Tecnico per la promozione di prodotti e servizi turistici”.

COMUNE DI FINALE LIGURE E MUSEO DIFFUSO DEL FINALE – MUDIF E MUSEO ARCHEOLOGICO DEL FINALE –

È dedicato al “Giardino Gallesio”, all’interno del polo culturale di Santa Caterina a Finalborgo, il progetto degli studenti del Corso IFTS per “Tecnico per la promozione di prodotti e servizi turistici”, realizzato da Isforcoop e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo.

Ci sono il ‘Giardino Gallesio’ e la riqualificazione tematica delle aree verdi interne al polo culturale di Santa Caterina in Finalborgo al centro del progetto presentato dagli studenti del Corso IFTS per “Tecnico per la promozione di prodotti e servizi turistici”, gestito dall’agenzia di formazione Isforcoop, capofila di un partenariato composto da Università degli Studi di Genova, Istituto Ferraris Pancaldo, Futura e Unione Associazione Albergatori Provincia di Savona, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo.

Il progetto, che vede coinvolti il Comune di Finale Ligure e il Museo Archeologico del Finale, si inserisce nelle nuove attività di valorizzazione del MUDIF-Museo Diffuso del Finale.

L’intento è quello di realizzare, all’interno dell’attuale “Giardino delle Mura”, una collezione “viva” di alberi da frutto rari e “dimenticati”, selezionati tra quelli presenti nella ‘Pomona Italiana’, fondamentale opera dell’illustre botanico finalese Giorgio Gallesio (1772-1839), di cui quest’anno ricorre il 250° anniversario della nascita.

Si tratta del principale trattato illustrato di alberi fruttiferi, in cui sono riportate ben 152 entità, molte delle quali oggi considerate a rischio di estinzione e di erosione genetica.

Seguiti dalla direttrice del corso Isabella Bianchi, dai docenti dell’Università degli Studi di Genova Guido Amoretti, Roberto Pellerey e Davide Zolezzi e dai professionisti di ‘Creattivando – pesto and food experience’, Mario Clavarino e Cristina Robello, gli studenti hanno individuato le potenzialità culturali, sociali e turistiche insite nella realizzazione in Finalborgo di un giardino tematico sempre aperto alla comunità.

Il corposo e articolato lavoro che ne è derivato spazia dallo studio del nome, al logo, alla pagina web dedicata, fino alla segnaletica divulgativa, presentando modalità di gestione partecipata di questa particolare area verde, che vedrebbe coinvolti accanto al Museo Archeologico del Finale diverse realtà sociali, agricole e turistiche locali.

Claudio Casanova, Assessore al Turismo del Comune di Finale Ligure., ha commentato:

“Per l’Amministrazione comunale si tratta di un progetto estremamente interessante, in grado di unire valenza culturale, storica e turistica:

lo sviluppo turistico del Finalese, infatti, deve sempre più abbracciare le dimensioni della cultura, della storia, del territorio, dell’enogastronomia e dei prodotti tipici.

Il coinvolgimento di questi giovani e di soggetti autorevoli come l’Università di Genova costituisce per noi uno stimolo prezioso per concretizzare il progetto di sviluppo anche turistico di un’area storica importante, legata a una figura culturale di rilievo come Giorgio Gallesio”.

Come sottolineato dal prof. Daniele Arobba, archeobotanico e direttore del Museo Archeologico del Finale ideatore e referente scientifico del progetto, “Si tratta di una proposta operativa, basata su un’attenta analisi di marketing territoriale, che integra un piano già predisposto nelle sue linee generali.

Un progetto che trova interesse presso l’Assessorato alla Cultura e che potrà declinarsi in varie forme: educativa, didattica, culturale, turistica, sociale ed economica.

L’operazione di esporre, conservare e valorizzare antiche piante “dimenticate”, descritte nella “Pomona Italiana”, può essere vista come una risposta al consumo diffuso di poche varietà fruttifere imposto da scelte produttive industriali, che spesso hanno ben poco a che vedere con una politica rispettosa dell’ambiente e di una sana alimentazione, poco attenta a garantire la continuità di antiche e virtuose scelte agronomiche”.

Isabella Bianchi, direttrice del corso Isforcoop ha concluso:

“Siamo molto soddisfatti del percorso compiuto dai nostri studenti, che dallo scorso marzo hanno seguito il master interamente online.

Un percorso complesso, in cui tuttavia hanno saputo trovare strade alternative per acquisire competenze professionali e produrre, come risultato, un lavoro di grande qualità.

Ne è scaturito un progetto valido e concreto, che abbiamo consegnato all’Amministrazione comunale di Finale Ligure, come contributo tangibile alla valorizzazione del territorio”.