E’ la tipica istanza auto-celebrativa della famiglia italiana assegnare con somma generosità e gratuità ai propri membri, fin dalla nascita, i requisiti di personalità e talento (da ora in poi comodamente riassunti in un’unica locuzione).
Nel contempo, la medialità, a proprio uso e consumo, contrappunta, alimenta e sfrutta tale generosa e gratuita assegnazione di qualità, adescando l’ elogiato, in versione cliente (ben conoscendone la debolezza), proprio con l’ esca simbolica della personalità, del perché-tu-vali.
In relazione a ciò, la presente narrazione riferisce, per un verso, della circolante invasione di presunti personalità&talenti, per l’altro, dell’ omologazione che consegue loro, dal seguire modelli di vita eterodiretti.
E’ risaputo tuttavia che una inverosimile assegnazione di personalità&talento può comunque avverare la cosiddetta profezia che si auto-adempie (cit. Robert Merton): cioè, un individuo dalla mediocre personalità&talento, in presenza di opposta convinzione e di condizioni sufficienti, può condurre al successo le proprie sovradimensionate pretese.
In effetti, non è forse personalità&talento, a prescindere dalla sua effettività, un prodotto umano che una buona propaganda e una buona esposizione possono rendere vincente e persino con-vincente? E non è forse su questo prodotto umano che la società consumista conta per realizzare i propri migliori introiti?
Sia come sia, per sgombrare il campo da sicuri equivoci, l’unico realistico indizio di personalità&talento è il vigilante pensiero critico e auto-critico, quale pensiero preordinato ad una modalità di vita originale.
Nondimeno, l’ istanza della famiglia è tipicamente dedicata a dislocare il prodotto umano personalità&talento nell’ omologante ambito produttivo-economico, mentre l’istanza del mercato è tipicamente dedicata a dislocarlo nell’ omologante ambito consumistico.
In generale conclusione, ogni assegnazione nell’ambito familistico di prodigiose capacità, mentre si adopera nel tentativo di stupire la porzione di mondo designata, sacrifica l’ originalità della vita dell’individuo singolo, in nome di una vita impersonale, sostanzialmente gestita da altri. Massimiliano Barbin Bertorelli














































