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Troppe spese per la Protezione Animali savonese

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Troppe spese per la Protezione Animali savonese

La Protezione Animali savonese, in difficoltà economiche per le spese di soccorso e cura della fauna selvatica e dei gatti liberi, feriti o malati

Di questi poveri animali sfortunati dovrebbero farsi carico rispettivamente la Regione Liguria ed i comuni, ringrazia vivamente la Lega per l’abolizione della caccia (LAC) per aver presentato ricorso al TAR contro l’ennesima “marchetta elettorale” della giunta uscente Toti/Mai, favorevoli tutti gli altri partiti, esclusi Movimento 5stelle e Verdi.
Accogliendo le richieste dei pescatori, con rapidità degna di ben altre e davvero importanti problematiche irrisolte, la regione Liguria aveva approvato una delibera in cui, per evitare che mangiassero i poveri pesci d’allevamento, liberati per ripopolamento dalle associazioni pescasportive, autorizzava un primo abbattimento di 90 cormorani; il Tar l’ha sospesa e chiesto chiarimenti da presentare entro il 19 febbraio.
Quello che viene definito “materiale da semina”, quasi non fossero invece animali vivi, è liberato da anni nei laghi e corsi d’acqua interni, andando a distruggere l’autentica e preziosa biodiversità, per facilitare ai – per fortuna – sempre meno pescatori la loro discutibile attività ricreativa; se ne sono però accorti aironi, marangoni e cormorani, che fanno soltanto il loro mestiere. Negli allevamenti di pesci vengono sistemate reti antiuccello che funzionano egregiamente ma in Liguria si preferisce il fucile che, come dimostra il presunto problema di cinghiali e caprioli, è addirittura controproducente.