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Treni e tariffe, Pd attacca Toti che replica con i dati: Paita arrogante non fece nulla

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“Ultima farneticazione domenicale del capogruppo Pd in Regione Raffaella Paita. Il Pd sostiene che la nostra politica sui trasporti non vada bene”.

Lo ha dichiarato stasera il governatore Giovanni Toti replicando all’attacco della capogruppo Raffaella Paita e del consigliere regionale Giovanni Lunardon (Pd) in merito alla situazione dei treni e delle tariffe ferroviarie in Liguria.

“Ecco – ha aggiunto Toti – i dati reali. In dieci anni di Governo Pd ( Paita assessore e candidata Presidente) investimenti sui treni regionali zero. La Liguria grazie a loro ha i treni più vecchi d’Italia, con una media di anzianità di oltre 25 anni.

Due anni di Governo Toti: programmati investimenti che rinnoveranno tutti i treni a partire da questa primavera ed entro i prossimi quattro anni. Tutti treni nuovi. Dieci anni di Governo Pd: treni rotti, sporchi, ritardi infiniti.

Dieci anni di Governo Pd: nessun treno diretto per Roma, nessun treno diretto per Milano. Nessun collegamento con Freccia Rossa che è uno tra i più nuovi e moderni treni delle ferrovie Italiane. In due anni e mezzo di Governo Toti: collegamento diretto con Roma già realizzato e nei prossimi 40 giorni partirà anche il collegamento diretto per Milano e per Venezia, con il treno Freccia Rossa.

Due anni e mezzo di Governo Toti: nel nuovo contratto con le Ferrovie sono previsti ispettori regionali che controlleranno pulizia, puntualità sicurezza. Se le ferrovie non garantiranno il miglior servizio per i liguri, saranno loro a pagare salate sanzioni. Potevano pensarci anche loro in dieci anni?

Noi non possiamo fare miracoli, ma loro hanno fatto disastri. E nonostante i liguri gli abbiamo detto ormai tante volte che di loro non vogliono più sentir parlare, continuano a star lì a criticare quel che loro non hanno neppure immaginato di fare.

Il Pd, la Paita e soci odiano il nuovo futuro della Liguria, perché prevede per loro molte comode poltrone in meno e speriamo qualche ora di sano lavoro. Se ne sanno fare uno.

O magari pensano di andare ad occupare, a spese di quei liguri che li hanno cacciati nella regione, qualche bella poltrona a Roma alle prossime elezioni. Sarebbe il colmo e l’ennesima beffa per i nostri concittadini. Ma si sa… all’arroganza e alla supponenza di qualcuno non c’è limite”.

“Sulla presunta rivoluzione dei treni in Liguria – avevano dichiarato nel pomeriggio Paita e Lunardon – agli straordinari investimenti del Governo non segue quello della Regione, che anziché impegnare le proprie risorse per mantenere basse le tariffe le aumenta, caricando sulle spalle del cittadino i costi del rinnovamento della flotta che, quindi, non sarà indolore.

Con il nuovo contratto di servizio sottoscritto da Toti e Berrino, i biglietti saranno molto più cari e sparirà il biglietto integrato treno-bus.

Ora sono chiari due punti chiave del contratto di servizio Regione Liguria-Trenitalia: 1) entro il 2023 ci sarà un aumento tariffario composto superiore al 23%, a fronte di un’inflazione complessiva che ai ritmi attuali sarà di circa il 6%; 2) se viene istituita una nuova tariffa urbana solo treno, vuol dire che viene cancellato il biglietto integrato a Genova, che il centrosinistra ha sempre finanziato.

Anzi, la Commissione Trasporti su nostra proposta aveva chiesto all’unanimità alla Giunta che il biglietto integrato venisse progressivamente esteso anche oltre Genova. Di fatto, chi usa l’integrato pagherà due biglietti e dovrà sottoscrivere due diversi abbonamenti. Se fosse così sarebbe un grande passo indietro.

Tutto questo viene giustificato con gli investimenti per il rinnovo del materiale rotabile. Anche da questo punto di vista i conti non tornano. La Giunta ha annunciato un investimento superiore ai 500 milioni di euro e invece, contando tutte le singole voci di investimento arriviamo a 432 milioni di euro, al netto dell’investimento dello Stato, pari a 39 milioni di euro.

Inoltre, il protocollo di intesa tra Regione e Trenitalia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea prevedeva un investimento di 393 milioni di euro per il rinnovo della flotta. Ora scopriamo che le risorse messe direttamente da Trenitalia per il rinnovo della flotta sono 350 milioni più i 39 provenienti dallo Stato e che alla fine saranno i cittadini con gli aumenti tariffari a farsi carico di una parte considerevole di questo rinnovo.

In passato il centrosinistra (e pure Biasotti per la verità) ha cofinanziato i nuovi treni con circa 50 milioni di euro per tenere basse le tariffe, mentre con Toti le risorse regionali spariscono e quindi i biglietti aumentano. I nuovi treni pertanto di fatto saranno pagati dal Governo e dai pendolari liguri, per una flotta che rimane di proprietà di Trenitalia e non della Regione Liguria, grazie a Toti che spende in tappeti rossi e comunicazione mentre tartassa i pendolari”.