Home Politica Politica Genova

Tosi e Melis al Pd: non permetteremo che il Ponte di Genova torni nelle mani dei Benetton

0
CONDIVIDI
Consiglieri regionali Melis e Tosi (M5S)

“Il M5S non permetterà che il Ponte di Genova torni nella mani dei Benetton e di Aspi: la tragedia del Ponte Morandi ci ricorderà per sempre le loro vergognose inadempienze e i successivi, quasi goffi depistaggi per nascondere le loro responsabilità”.

Lo hanno dichiarato oggi i consiglieri regionali del M5S Fabio Tosi e Andrea Melis, dopo l’annuncio della ministra del Mit Paola De Micheli (Pd) in cui ha dichiarato che la concessione del nuovo ponte andrà ad Aspi.

“Un conto – hanno aggiunto Tosi e Melis – è un adempimento tecnico per consentire l’avvio della circolazione sulla rete, anche per rispondere alla petulanza con cui Bucci e Toti si lamentano di non sapere a chi consegnare il nuovo ponte.

Altro, invece, concedere loro la gestione di un’infrastruttura eccellente, che siamo riusciti a ricostruire in tempo record grazie al decreto Genova e all’allora ministro del Mit Danilo Toninelli.

Non vanifichiamo i sacrifici compiuti e certamente non infanghiamo la memoria delle 43 vittime del Morandi restituendo il nuovo manufatto a chi ha stroncato vite e messo in ginocchio un’intera città.

Siamo dunque pienamente d’accordo con quanti, Crimi e Cancelleri in testa, invocano la revoca immediata, sebbene ora si debba procedere con un inevitabile adempimento dal punto di vista tecnico.

Ma è indubbio che chi ha sbagliato deve andare a casa, come diciamo dall’agosto del 2018. Lo stallo che sta vivendo la Liguria in queste settimane è imputabile a chi, vale a dire Aspi, non ha fatto il proprio dovere. Perseverare nella volontà di restituire loro le autostrade italiane e il nuovissimo ponte sul Polcevera sarebbe a dir poco diabolico.

A proposito di perseveranza, in merito al ponte, Toti dichiara che raccontiamo bugie da 2 anni.

In realtà, qui, a non dire le cose come stanno è il governatore della Liguria, che ai cittadini racconta bugie da 5 anni.

Egli pensa che la Regione si possa governare con le passerelle e i red carpet, presidiando la Liguria a suon di selfie anziché con azioni concrete.

Ma la stragrande maggioranza dei territori lamenta il disinteresse del presidente e della sua Giunta. Il risultato? privatizzazione della sanità, meno posti di lavoro, trasporto pubblico allo sfascio, micro e piccole imprese con la saracinesca abbassata.

L’unica cosa che Toti sa fare bene è una campagna elettorale assordante con puntuale vittimismo laddove egli non ha ottemperato al proprio dovere. Ed è il caso della viabilità ligure, per la quale convenientemente dimentica che anche lui ha delle responsabilità”.