Home Economia Economia Italia

Testato su nave MSC protocollo anti-pirati della Marina Militare Italiana

0
CONDIVIDI
L'esercitazione anti-pirateria della Marina Militare su una nave Msc

Successo per l’esercitazione che è avvenute nelle acque “ad alto rischio” del Golfo di Guinea

Il protocollo anti-pirati della Marina Militare Italiana è stato sperimentato nelle acque del Golfo di Guinea su una nave MSC. Si è svolta infatti con successo l’esercitazione antipirateria che ha coinvolto nelle acque del Golfo di Guinea la fregata missilistica della Marina Militare Federico Martinengo e la nave portacontainer MSC Augusta.

L’operazione fa parte di una più generale intesa di cooperazione tra il Comando Generale della Flotta Navale Italiana (CINCNAV), il Corpo delle Capitanerie di Porto (ITCG) e Assarmatori, l’Associazione a cui aderisce anche Mediterranean Shipping Company, la società armatrice della MSC Augusta.

Un accordo che ha lo scopo di migliorare i collegamenti tra i vari Centri Operativi e testare l’efficienza operativa dell’organizzazione di sicurezza nazionale nelle operazioni di assistenza ed eventuale soccorso in mare con navi mercantili che navigano in acque internazionali.

La MSC sottolinea “Siamo orgogliosi di avere partecipato ad una esercitazione così importante, siamo testimoni dello straordinario lavoro che la Marina Italiana sta facendo nel Golfo di Guinea, rinnoviamo la nostra disponibilità per le prossime esercitazioni nell’area.”

Tra gli obiettivi dell’esercitazione, vi erano infatti: verificare lo scambio preventivo di informazioni tra Compagnie navali private e controparti governative nell’ambito di una condivisione comune di informazioni per garantire la sicurezza in mare alle navi associate ad Assarmatori che intendono transitare nel Golfo di Guinea; testare le comunicazioni tra tutte le parti interessate (governative e private) prima,  durante e dopo un possibile evento di pirateria in acque internazionali; verificare le azioni dell’equipaggio e la capacità dell’equipaggio di rispondere a un’emergenza che coinvolge la sicurezza in mare e, in particolare, le misure e le procedure operative standard antipirateria.

Nel corso della mattinata di lunedì 30 novembre l’esercitazione si è svolta secondo la procedura standard: MSC Augusta, in navigazione nelle Acque del Golfo di Guinea ha segnalato al Centro Operativo della Nazione di bandiera (Cipro) di aver individuato una piccola imbarcazione i cui comportamenti sospetti facevano ipotizzare l’imminenza di un attacco armato, dal CSO di Limassol l’allarme è stato quindi inviato al Centro Operativo della MSC che ha provveduto ad avvisare il Comando della Marina Militare Italiana, che a sua volta ha coinvolto la ITS Martinengo in attività di pattugliamento in quell’area.

Nel giro di tre ore il Comandante dell’unità militare ha potuto contattare il mercantile sotto attacco, ottenere tutte le informazioni necessarie all’intervento e inviare sul posto un elicottero con una squadra di assaltatori che si è calata sul ponte mettendo in sicurezza la nave e liberando l’equipaggio, che, come da procedure, si era precedentemente asserragliato nella cittadella. Un intervento molto simile a quello effettuato realmente dalla fregata Martinengo nella prima parte di novembre, che ha sventato un attacco dei pirati ad un mercantile di Singapore.

Nel sottolineare il successo dell’esercitazione e la grande professionalità dimostrata ancora una volta dall’equipaggio e dai militari delle forze d’intervento della Marina, il presidente di Assarmatori Stefano Messina, ha ricordato che il Golfo di Guinea è in assoluto la regione a più alto rischio pirateria per il trasporto marittimo, nella quale nel corso del 2019 sono avvenuti il 90% dei sequestri di equipaggi di navi commerciali. “Nei mesi di attività in quell’area il lavoro della ITS Martinengo è stato preziosissimo e ora che i suoi marinai ed ufficiali stanno tornando in Italia per fine missione dobbiamo rivolgere loro un grazie veramente sentito, confidando che, nel rispetto delle rotazioni fra le varie forze navali impegnate in quell’area, una unità italiana possa tornare presto a garantire la sicurezza degli equipaggi e la regolarità dei commerci”.