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Take away della droga in trattoria, arrestati un albanese e un genovese

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Polizia (foto di repertorio)

Gli investigatori della Polizia di Stato, dopo l’operazione “Crack&Co.19” della scorsa settimana, continua l’attività antidroga sul territorio genovese.

Nei giorni scorsi è stato arrestato B.R., un 37enne albanese, destinatario degli arresti domiciliari, e M.M. un genovese, colpito dall’obbligo di dimora nel Comune di Genova, per il reato di detenzione e commercio di sostanze stupefacenti.

L’indagine, svolta dalla Squadra Mobile era cominciata nel 2019 e ha permesso di accertare che uno dei soci dell’Osteria dei Cacciatori a Genova Sampierdarena aveva avviato una fiorente attività di spaccio di droga gestita all’interno della cucina dove lavorava anche come cuoco.

L’indagato aveva predisposto un sistema di videosorveglianza, all’ingresso ed all’interno del locale, che gli consentiva di controllare direttamente dalla sua postazione in cucina l’afflusso dei clienti ed evitare visite indesiderate delle Forze dell’ordine.

Le cessioni di sostanza stupefacente accertate avvenivano con modalità “take away”. Altre volte capitava che, negli orari di chiusura al pubblico, i clienti fidati venissero ricevuti per consumare in loco la cocaina.

L’attività della Squadra Mobile, dopo l’arresto in flagranza del cuoco genovese, trovato in possesso di 60 grammi di cocaina, è proseguita al fine di individuare i canali di rifornimento.

L’indagine ha quindi portato a identificare il fornitore della droga, ossia il 37enne albanese, già noto alla Squadra Mobile ed arrestato nel 2018 nell’ambito delle indagini relative all’operazione “GPL” che si è conclusa lo scorso novembre con l’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di 17 persone indagate (tra le quali non figurava B.R.) e riconducibili ad una rete di spaccio in città che aveva collegamenti con la Francia e la Germania.