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Samp-Sassuolo, Ranieri: Arrabbiati dopo ko con la Lazio

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Ranieri

Obiettivo: ripartire. Reduce dal pesante stop subito in casa della Lazio, la Sampdoria si appresta a ricevere il Sassuolo con l’intento di recuperare il terreno perduto e i punti lasciati per strada domenica a Roma. Claudio Ranieri inquadra così la sfida con i neroverdi: «Arriviamo a questa partita arrabbiati, dopo la brutta sconfitta subita domenica scorsa. È stata l’unica prestazione della mia gestione che non mi è piaciuta, proprio perché non siamo stati squadra. Ora voltiamo pagina, piedi a terra e via».

Avversario. Il Sassuolo si presenta a Genova dopo il successo sul Torino e con 22 punti in classifica, tre in più dei blucerchiati. Ranieri conosce la forza della formazione di De Zerbi e ne tesse le lodi. «Tutte le gare in questo momento per noi sono importanti ma con il Sassuolo lo è particolarmento perché si tratta di uno scontro diretto e l’avversario gioca come un orologio svizzero – sottolinea il mister -. Sa quello che vuole e come ottenerlo, servirà una grande partita, di attenzione, di pazienza, di velocità».

Mercato. «Tonelli l’ho visto bene: lui faceva già parte di questo gruppo ed è come se non fosse mai andato via – assicura Ranieri sull’ultimo arriva e, più in generale, in tema di mercato -. La società sa che se c’è possibilità di migliorare la rosa bene, altrimenti ho sempre detto, e lo ripeto, che questi ragazzi mi danno ampie garanzie. Il presidente sta facendo di tutto per accontentarmi».

Sostegno. Il tecnico non vuole distrazioni e ringrazia il pubblico per il continuo sostegno. «I tifosi sono impagabili. Non ho altre parole per descriverli – conclude -. Al mio arrivo avevo chiesto sostegno incondizionato e così è stato in ogni occasione, li ringrazio anche per quello che faranno domenica. In questo momento la squadra deve pensare esclusivamente al campo perché c’è un obiettivo importante da raggiungere: la salvezza. Tutto ciò che accade al di fuori dal rettangolo verde non ci riguarda: noi dobbiamo pensare al campo, al lavoro, perché siamo ancora in una situazione di classifica complicata. Ci sono altre persone preposte a pensare alla società»