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Prof. Shiraki: massima efficacia Avigan entro 6 giorni da insorgenza sintomi. Tutte le info

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Prof. Shiraki, co-inventore del farmaco Avigan utilizzato anche contro il Covid-19

“Per avere una massima efficacia l’inizio del trattamento con Avigan dovrebbe essere iniziato al massimo entro 6 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Questo portera’ alla scomparsa precoce del virus e ridurrebbe drasticamente la mortalita’. Inoltre, fibrosi e cicatrici, che sono conseguenza della polmonite, possono essere ridotte al minimo anche nei giovani, evitando il futuro declino della funzione respiratoria”.

Lo sostiene, secondo quanto riportato oggi dall’agenzia Dire, il vicepresidente della Senri Kinran University e professore onorario dell’Università di Toyama (Giappone)  Kimiyasu Shiraki, il co-inventore del farmaco Avigan insieme agli esperti del settore farmaceutico di Fujifilm, che da 30 anni studia e lotta contro i vari coronavirus.

Il professore giapponese ha pubblicato un saggio scientifico definito da lui stesso “urgente”, intitolato ‘Caratteristiche di Avigan, farmaco candidato per il trattamento della nuova infezione da coronavirus (Covid-19)’ e pubblicato sul Japan Medical Journal.

Quasi in concomitanza con questa pubblicazione, secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia Dire, la casa farmaceutica Fujifilm, che detiene i diritti di produzione del farmaco, ma e’ vincolata a poterlo vendere unicamente al governo giapponese, sta per riavviare la produzione di Avigan.

Scopo di Shiraki e’ quello di fare chiarezza sul farmaco a livello mondiale, in un momento critico come quello degli ultimi giorni.

“Il meccanismo di Avigan – si legge nel saggio pubblicato e riportato oggi dall’agenzia Dire – interrompe l’azione degli enzimi necessari per la crescita del virus nella cellula infetta e ne blocca la crescita. Se utilizzato per l’influenza, la carica virale puo’ essere ridotta anche se la malattia sta progredendo. Il farmaco e’ ampiamente efficace contro vari tipi di virus ed e’ anche caratterizzato da grande capacita’ contro virus farmaco-resistenti”.

Inoltre, da quanto pubblicato emerge come nella sperimentazione sui topi con infezione da influenza, tra Avigan (Favipiravir) e altri farmaci anti influenzali (ad esempio il Tamiflu – oseltamivir), nei casi di lieve infezione influenzale non sono state rilevate differenze.

Tuttavia nella sperimentazione condotta su modelli di infezione letale, Tamiflu aiutava a sopravvivere 3 giorni in piu’ ma la maggior parte dei topi sono deceduti, mentre Avigan ha mostrato un forte effetto terapeutico e tutti i topi sono sopravvissuti.

“Letalita’ precoce dell’embrione e malformazioni nel feto – si legge ancora nel saggio pubblicato e riportato oggi dall’agenzia Dire – sono stati riscontrati solamente nella sperimentazione degli animali, ma nella sperimentazione sugli uomini nessun effetto del genere e’ stato confermato.

La somministrazione su donne in gravidanza o donne che potrebbero essere in stato di gravidanza e’ stata vietata per escludere potenziali danni al feto.

Il foglietto illustrativo ci ricorda di garantire l’uso di metodi contraccettivi molto efficaci durante il periodo di trattamento e per 7 giorni dopo la fine del trattamento. Riteniamo che tali misure possano prevenire l’insorgenza di nuove problematiche”.

Per quanto riguarda altri effetti collaterali, al momento non sono stati osservati effetti collaterali negli studi clinici giapponesi e in quelli internazionali.

In Giappone e’ stato deciso che questo farmaco potra’ essere usato solo se si verificasse un’infezione da virus pandemica o in caso di una nuova influenza contro la quale nessun altro farmaco si fosse rivelato efficace.

Per questo motivo, l’unico ad avere mai avuto a disposizione il farmaco e a poterlo eventualmente somministrare e’ il Ministero della Salute.

Risultano quindi prive di fondamento le voci circolate su alcuni social network e media italiani di una distribuzione di massa del farmaco o di un suo ritiro dagli scaffali in passato.