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Lunaria: Concerto di chitarra e violoncello E la luna bussò

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Michela Centanaro, chitarra classica

Per il Festival In una notte d’estate di Lunaria Teatro giovedì 25 luglio, in piazza San Matteo, a Genova viene presentato “E la Luna bussò”, concerto della chitarrista Michela Centanaro, chitarra classica e della cantante Maria Giulia Mensa.

Saranno accompagnate dal violoncello di Antonio Fantinuoli, e dallo special guest Luca Coloniello chitarra rock-jazz ripropongono le più celebri canzone italiane dedicate alla luna. Nell’aura mutevole che avvolge la Luna si specchiano le più grandi e spaventose contraddizioni dell’essere umano. La vacuità dei sentimenti, la nostra vulnerabilità e incostanza.

Nulla è per sempre, definitivo, sicuro; nulla è come appare sembra dirci la Luna. Alla sicurezza Sole, prevedibile e rassicurante nella certezza dei suoi passaggi, si affianca l’incompleto sorriso della luna, a volte timido, a volte affilato e beffardo, a volte sincero, luminoso e rotondo come un secondo sole.

Tra i riflessi della musica dalle atmosfere più “lunari” abbiamo voluto percorrere i mille pensieri che l’uomo ha costruito intorno alla Luna. A partire dall’antica leggenda cinese della Lepre nella luna, secondo la quale una lepre viene da essa ospitata in seguito a un tradimento subito; passando per la “Settima luna” di Lucio Dalla in cui la Luna accompagna un bambino nel suo percorso per diventare l’uomo di domani.

La Luna rappresenta il romanticismo per antonomasia, come in “Moon river” e “Fly me to the moon”, indimenticabili standard jazz cantati dalle voci indimenticabili degli anni 50… Sa essere infinitamente triste e malinconica ma anche in grado di alleviare ogni pena con il suo spettacolo luminoso in una canzone come “Guarda che luna”.

La timidezza è poi una delle caratteristiche di quella “Luna” che Angelo Branduardi descrive scendere sulla terra a piedi nudi piena di speranze, salvo poi scontrarsi con la realtà che “affrontare il mondo a piedi nudi non si può…” e tornare su nel cielo da cui continuare ad osservare il mondo. C’è poi chi, sui tetti, si diletta del candore dei suoi raggi come in “Tintarella di luna”, interpretata dalla mirabile Mina e chi ne parla in toni ritmati e caldi come in “E la luna bussò”, che racconta una luna coraggiosa che decide di scendere in mezzo a noi.

Ma la Luna è stata raccontata anche dai Pink Floyd, gruppo rock progressive per eccellenza che con “The dark side of the moon” ha inciso un album passato alla storia come pietra miliare mondiale della musica e che racconta proprio di quel lato oscuro della luna misterioso e sconosciuto ma al tempo stesso così affascinante…

lo stesso lato oscuro dipinto da Mingus in “Eclipse”, in cui l’incontro tra le due forze opposte del sole e della luna si uniscono in uno spettacolo a un tempo attraente ed inquietante. La Luna nella tradizione napoletana, spagnola, gitana, italiana… non parliamo dell’influenza della Luna sulla musica brasiliana di Vinicius Toquino e Vanoni che si esprime attraverso la melanconica “Bossa nova”. ABov