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Le borragini, ruvide ma raffinate e gustose nei pansoti

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Le borragini, ruvide ma raffinate e gustose nei pansoti

La borragine, per dirla in dialetto ligure A Buraxa, fa parte di quell’insieme di erbe selvatiche che compone Ü preboggion. Nel ripieno dei pansoti e in quello dei ravioli magri troviamo proprio queste erbe! Per rimanere ai primi piatti, le tagliatelle verdi si ottengono impastando la farina con un tritato finissimo di borragini, nelle minestre e nelle zuppe, queste foglie pungenti danno un colore e un sapore delicato.

Se poi passiamo alle pietanze troviamo nel ripieno della torta pasqualina, un bel mazzo di quest’erba ruvida mescolata alle bietole, dà un tocco di raffinata delicatezza alla pietanza. Le foglie di borragine, fritte con la pastella, sono una bontà, sia se servite come antipasto, sia nel fritto alla ligure; le foglie giovani e tenere si possono consumare crude nelle insalate miste, oppure tritate molto fini e mescolate a formaggi teneri ne esaltano la bontà.

I fiori di borragine di color blu con sfumature violetto, sono usati nelle torte e altre preparazioni dolciarie perché mantengono il colore anche dopo la cottura al forno e sono utili come decorazione. I boccioli vengono utilizzati in cucina per tingere l’aceto di color azzurro.

Le Borragini: un ortaggio importato dai genovesi dal Medioriente nei secoli passati

Nelle antiche civiltà questa pianta di borragini era usata per le sue proprietà sudorifere, per curare raffreddori, influenze, bronchiti e reumatismi ed era usata per far abbassare velocemente la febbre.

Il nome borragine pare derivi dall’arabo abu rak o araq che significa padre del sudore , altre fonti sostengono invece che derivi dal latino borra cioè tessuto di lana ruvida, in riferimento alla peluria che ricopre le foglie e lo stelo; altre fonti ancora, dicono che il nome prenda spunto dal mantello di lana di pecora indossato dai pastori, anch’esso molto ruvido.

Con il passare del tempo e l’uso del latino medievale, questa parola si è trasformata in borrago. I guerrieri celtici erano soliti colorare il vino con i fiori di borragine, convinti di ottenere un nettare capace di infondere coraggio nelle truppe di attacco. Le tisane di borragine sono depurative e diuretiche, calmano la tosse e le palpitazioni cardiache;

l’infuso di questa erba è un ottimo tonico per il sistema nervoso. Fin dall’antichità la pianta ha fama di svegliare gli spiriti vitali, Plinio il vecchio sosteneva che “Un decotto di borragine allontana la tristezza e dà gioia di vivere”.ABov