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L’Arenzano dice no: Non scendiamo in campo, troppi rischi per lavoro e famiglie

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Calcio e Covid-19: c’è anche chi va controcorrente.

Parliamo dei ragazzi dell’Arenzano, società rivierasca che milita nel campionato di Promozione.

Ebbene, hanno detto no al calcio giocato. Senza aspettare le decisioni Federali, regolamenti, e controregolamenti spesso in contrasto tra di loro.

Con un comunicato pacato ma deciso, i giocatori hanno comunicato ufficialmente la loro decisione.

Decisione maturata perché un loro compagno è risultato positivo al virus; da allora niente allenamenti, ed per ora niente partita di campionato.

Ecco il Comunicato diffuso alla stampa in giornata.
“Trovata la positività di un Nostro compagno, dopo la comunicazione d’obbligo avvenuta dalla Nostra società alla Asl, abbiamo ricevuto la comunicazione della quarantena per 14 giorni con il rispettivo Tampone molecolare da fare obbligatoriamente per tutto il gruppo squadra.
L’obbligo di quarantena per i giorni sopracitati, nonostante l’esito negativo dei tamponi rilevatosi successivamente a tutti i giocatori, sta comportando comunque la forzata assenza lavorativa e/o scolastica di quest’ultimi.
La logica conseguenza inoltre è stato il notevole disagio arrecato alle famiglie con persone anziane e/o bambini piccoli che hanno dovuto fare il tampone per escludere ogni possibilità di contagio.  
Già molti di noi in possesso di un attività in proprio hanno dovuto chiudere e quelli che invece lavorano come dipendenti hanno dovuto giustamente dare spiegazioni ai loro titolari.
In questo contesto  quindi oltre che la situazione di pericolo per la salute, emerge come non mai, il rischio di costringere troppe persone non facenti parte del gruppo Arenzano ad avere limitazioni della loro vita lavorativa, sociale e privata.

La Nostra Società ci ha sempre permesso di allenarci seguendo rigorosamente tutte le norme e ci ha sempre tutelato ogni tipo di nostra richiesta. Per quanto il calcio sia sempre stato messo da tutti noi al primo posto per impegno, tempo e passione per i motivi elencati non ci possiamo permettere una seconda situazione di questo tipo. E’ quindi con grandissimo rammarico che alcuni di noi sono costretti a fare un passo indietro in quest’anno così particolare dove però la salute, la famiglia e il lavoro devono avere la priorità assoluta. 

La nostra partita ora è fuori dal campo.

Firmato: I ragazzi dell’Arenzano Calcio”.

Che dire, condividiamo pienamente la decisione dei giocatori dell’Arenzano, che mettono – cosa che non fanno ultimamente a nostro parere Federazione ed istituzioni – al primo posto la salute, la loro e quella di anziani e bambini e famiglie che gravitano attorno a loro.

Sarà interessante vedere ciò che accadrà quando domenica prossima l’avversaria dell’Arenzano, la Golfo & Dianese si ritroverà da sola alle 15.30 con l’arbitro a fare il regolare appello. La Federcalcio, ligia ai regolamenti, infliggerà la sconfitta a tavolino all’Arenzano.

Ma non è importante: i ragazzi che hanno condiviso il comunicato di rinuncia hanno già vinto. E molto più di una gara e di un campionato.

Franco Ricciardi