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La vita dei club blucerchiati messa in stand-by | Prima parte

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La vita dei club blucerchiati messa in stand-by
Tifosi Sampdoria (immagine di repertorio)

Tra difficoltà e resistenza non si vede l’ora di ripartire

Tra le chiusure degli stadi e le proteste degli ultras c’è un mondo che è rimasto da parte, silenzioso e defilato. I club dei tifosi blucerchiati disseminati in tutta la Penisola.

Parliamo di club blucerchiati in Liguria e non solo, che scandivano la vita di club sulla base degli impegni della Sampdoria. C’erano le trasferte, le cene, gli incontri con i giocatori, la beneficenza e l’aggregazione che diffondeva a macchia d’olio la passione per la Sampdoria.

Qualcosa era già cambiato negli ultimi anni, se ne sono accorti tutti: dalla tessera del tifoso al calcio delle televisioni che ha reso sempre più difficile seguire la squadra dallo stadio, soprattutto chi per farlo deve sempre macinare chilometri.

Così comincia la mappatura dei club blucerchiati in Liguria.

A Genova con sede in Corso Gastaldi c’è il club Alberto Ravano, fondato dal nipote dello storico Presidente blucerchiato che ottenne il miglior piazzamento prima di Mantovani, infatti la Sampdoria arrivò al quarto posto (1960/1961).

Il Presidente Alberto Ravano 1953-1961 (foto club Ravano)

Il club nasce ad ottobre del 2019, gli ultimi mesi di normalità prima del covid, ne parla il Presidente Giovanni Ravano: “Ho cominciato a radunare sotto questo club i miei parenti, arrivando presto ai 166 iscritti e con l’obiettivo di raggiungere quota 200”. Per ragioni di tempo il club ha avuto poche occasioni per sperimentare la sua attività, ma la speranza è di un’imminente via libera per celebrare la nascita del collettivo con una grande festa inaugurale. “Abbiamo il desiderio di organizzare un grande evento, magari con qualche giocatore storico della maglia blucerchiata, una cena sociale che sia aperta a tutti e che faccia conoscere il nostro club” dice Giovanni Ravano.

Invece tra Pegli e Multedo c’è la Val Varenna con l’omonimo e storico club blucerchiato dedicato a Damiano D’amoia, il leggendario Tamburino della Sud. La referente è Sina Borrello, che segue la Samp dal 1955 e dal 1963 comincia il suo girovagare per l’Italia prima e l’Europa poi, solo per seguirla. Sampdoriana Doc.

“All’inizio il club contava 400 iscritti e avevamo un’attività intensa. Due o tre cene all’anno con 50 persone, poi la festa in estate con 200/250 invitati e la partecipazione anche degli storici giocatori della Samp. L’organizzazione delle trasferte, l’impegno anche estivo di vederci nonostante la fine del campionato.”

Quando si dice “vivere la Sampdoria”, andando così oltre alla semplice partita che si consuma la domenica, perché dietro c’è sempre molto, molto di più. Così Sina Borrello ricorda l’ultima festa di club nell’estate 2019 e mi informa di una riunione il prossimo sabato, perché: “c’è da discutere sul da farsi, ci vedremo in assemblea e cercheremo di capire come agire e ricominciare. Inoltre io passerò il testimone ad una ragazza più giovane, ma continuerò sempre a seguire da dietro le quinte.”

A radunare invece i tifosi blucerchiati del Tigullio ci pensa il club Levante Blucerchiato Angelo Palombo, con chiaro riferimento all’ex capitano della Sampdoria. Il Club nasce l’8 aprile 2013 al bar Tre Campanili di Bogliasco, accanto al campo di allenamento blucerchiato e vanta un numero di 300 iscritti. “Per ora – spiega il Presidente Valerio Gazzano – le attività sono ferme, non abbiamo pù organizzato trasferte, cene sociali e feste. Da rimarcare eventi benefici quali: gli aiuti all’associazione Gigi Ghirotti e l’organizzazione del torneo in memoria del fondatore Marco.”

Anche Levante Blucerchiato però aspetta l’ora del via libera: le previsioni indicano il periodo di Natale, in cui probabilmente si potrà tornare a festeggiare con la tradizionale cena natalizia, accompagnata da musica e karaoke compatibilmente alle normative vigenti.

Percorrendo il Golfo Paradiso si arriva fino a Recco, patria della focaccia al formaggio ma anche incredibile roccaforte blucerchiata. Infatti è proprio qui che nasce il club “Recco canta nella Sud” nel 2009 con sede in Piazza Ricina.

Il Presidente Franco Martini racconta gli inizi del club: “Avevamo fatto un bel lavoro, realizzato una sede adeguata e spaziosa, era un bar che forniva anche il campo da calcio e ovviamente la possibilità di guardare la partita in tv”. Il club partì forte organizzando la trasferta per la finale di Coppa Italia con la Lazio, riempiendo ben cinque pullman. Poi arrivò la tessera del tifoso che cominciò a spaccare la tifoseria e a rendere difficili i problemi di gestione del club.

“La nostra attività comunque continuava, andavamo in trasferta, organizzavamo due feste all’anno e poi seguivamo la Samp nei ritiri estivi portando focaccia al formaggio in montagna, con l’aiuto ovviamente di persone del settore.”

Oggi però la situazione è complicata, forse il covid ha davvero accelerato tutto questo processo di deterioramento: “Oggi la maggioranza dei giovani condividono la linea degli ultras e quindi non entrano allo stadio, molti dei più anziani hanno perso l’entusiasmo perché è una situazione davvero buia. Quando si vedrà il ritorno del pubblico allo stadio, si potrà cominciare a discutere il da farsi”.

Nell’estremo ponente ligure ci sono altre piazze blucerchiate, siamo a Borghetto Vara dove esiste l’omonimo club blucerchiato. Fondato circa sei anni fa da un gruppo di amici che andava allo stadio da sempre, ha raggiunto la quota di 70 iscritti. Il Presidente Camminati racconta le iniziative del club: “L’attività principale è seguire la Sampdoria in casa, la maggior parte di noi ha scelto la linea dell’entrare allo stadio. Dopodiché abbiamo sempre organizzato iniziative benefiche per il Gaslini e l’assistenza alle famiglie dei bimbi, e l’ultima rivolta agli operatori sanitari, visto il periodo”. Il club Borghetto Vara collabora molto con i vicini di casa di Lavagna e anche Rapallo, con i primi, hanno addirittura comprato un mezzo di assistenza pubblica. Le motivazioni che spingono il club di Camminati sono nobili: “noi abbiamo voluto trasmettere la passione per la Sampdoria, unendola però anche a qualcosa di concreto nella vita quotidiana. Veniamo quasi tutti dal mondo del volontariato, quindi è stata una scelta proprio naturale.”

Nonostante la situazione difficile vissuta da tutti i club, la visione del Presidente è ottimista, ha fede nei giovani perché crede che siano i più grandi che debbano farsi portavoce dei valori, e dell’ideale di vivere e amare la Sampdoria, e soprattutto non vede l’ora di ripartire, con una cena sociale e cercando di mantenere il numero di tesserati dopo il rinnovamento.

Anche la vicina Toscana vanta una buona presenza di tifosi blucerchiati e il Samp Club Follonica Maremma Blucerchiata, fondato nel 2015 conta una cinquantina di iscritti tra Grosseto e Livorno.

Il club nasce dall’idea di due amici, che si sono innamorati della Samp negli anni ’80 e hanno cominciato a seguirla allo stadio. Il Presidente racconta questi anni di stop forzato ma sono già pronti a tornare in pista: “Ci siamo sempre spostati con una buona partecipazione. Nel 2019 avevamo fatto circa una decina di trasferte, facilitati anche dalla vicinanza con Empoli, Firenze e anche Parma. Adesso stiamo organizzando per il derby e per la Lazio.”

C’è divisione però tra gli iscritti, emerge un senso di diffidenza e timore verso le limitazioni imposte ora negli stadi e la questione covid che comunque è ancora in atto. “Per il derby ad esempio abbiamo raccolto finora una decina di partecipazioni, numeri esigui che non avevamo mai fatto”.

Per il resto la passione c’è sempre al di là della partita la domenica, si organizzavano cene sociali e resisteva ancora la vecchia abitudine di guardare la partita insieme dalla tv quando si era impossibilitati ad andare allo stadio. Ovviamente tutte iniziative messe in stand – by in attesa di tempi migliori.

Il viaggio prosegue fino alla Lombardia dove si trova Maglia 12 Milano, un club blucerchiato che raduna i tifosi del capoluogo lombardo e provincia. Regolarmente iscritto alla Federclubs in attività da più di otto anni, autofinanziato e che dagli albori del tifo blucerchiato sotto la Madonnina è l’unico club a Milano con una sede fisica propria e attiva.  Un Club vario ed eterogeneo tra giovanissimi e anziani, milanesi doc e liguri trapiantati e addirittura qualche sudamericano, tutti follemente appassionati dell’eterna ragazza del’46.

Lo striscione al Ferraris (fonte: Club Maglia 12)

Il Presidente del collettivo Luca Appennini racconta: “Maglia 12 Milano nasce con l’intento di diffondere la passione per la Sampdoria qui in Lombardia. Abbiamo scelto questo nome per differenziarci e sottolineare l’importanza del dodicesimo uomo in campo.” Prima della pandemia di covid l’agenda del club era molto più attiva, dalle feste organizzate durante il ritiro della squadra dal palco di Bardonecchia alle tante a Temù, alle iniziative benefiche per la Gigi Ghirotti e l’ospedale Buzzi di Milano, le cene sociali in sede che spaziavano dal natale blucerchiato alle pizzate, eventi culturali (presentazione di libri), un club che non si ferma mai, neanche ad agosto con il concorso fotografico su i social: vacanze blucerchiate con premi agli scatti più votati, molto sentito anche l’arrivo della squadra a Milano contro Inter e Milan; l’attesa dell’autobus con bandiere e cori fuori dall’albergo tra selfie e autografi anche qualche abbraccio e due chiacchere con i giocatori,  tornei di calcio tra SampClub ma soprattutto le trasferte con la più lontana Cadiz, ma anche Benevento di cui per noi la più vicina è Milano ed in seguito Genova… siamo sempre in trasferta.

“Solitamente organizziamo gruppi di macchine, invece nelle grandi occasioni come i derby si facevano dei pullman insieme agli altri club lombardi.” Dice Appennini.

Festa in ritiro a Temù con la Sampdoria (fonte Club Maglia)

Adesso la situazione è in fase di stallo, dopo due anni di pandemia e di attività praticamente azzerate si cerca di ripartire nella speranza dell’apertura degli stadi al 100%. “Noi condividiamo quasi tutti l’idea di entrare allo stadio e siamo già andati qualche volta in questo campionato, rispettando però l’idea degli ultras” continua il Presidente. Nonostante le difficoltà però, la vita del club non si è fermata, spostandosi in modo più attivo sulle piattaforme social molto seguite: instagram: www.instagram.com/maglia12.milano, canale Youtube: www.youtube.com/user/maglia12 e Twitter https://twitter.com/Maglia12Milano

Appennini racconta la vita del club durante il periodo di stadi chiusi: “organizzavamo e organizziamo ancora adesso dirette streaming durante i match con commenti con una chat interattiva, un socio si prodigava con lavagnetta per mostrare le azioni più salienti e altre gogliardie, il tutto sulla nostra pagina FB www.facebook,com/Maglia12SampClub  con live molti ospiti di rilievo del mondo Samp, ex giocatori e artisti per permettere a tutti anche in maniera virtuale di sentire un po’ quel filo che ci lega anche a distanza,

Maglia 12 Milano coinvolge i soci a 360 gradi perché si interessa di beneficenza, eventi sportivi e ludici ma anche culturali. La festa annuale del club, Samparte,  infatti consiste proprio in una giornata all’insegna dello sport per il torneo calcio tra i club di varie parti dell’Italia, ma anche della cultura, perché ogni volta viene promosso un libro oppure artisti musicali, tutto sempre in tema Sampdoria.

“La festa annuale è sempre un momento di grande aggregazione, di solito la facciamo il primo weekend d’ottobre che coincide con la sosta nazionali, quest’anno la speranza è di riuscire a farla a novembre, sempre nel weekend di sosta, per passare una giornata all’insegna della socialità e della Sampdoria” condita un po’ dal freddo e dalla nebbia, ma sicuri che chi viene troverà un po’ del calore della gradinata anche sotto la Madonnina. Quindi non ci resta che segnarlo in agenda per mantenere sempre attiva la vita di club e seguire le future e passate attività, trasferte e iniziative del Maglia 12 Milano sul sitoFrancesca Galleano