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Iniziativa Zonta club, anche ad Albenga arriva la mostra: Come eri vestita?

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La locandina

Anche Albenga ospiterà la mostra di installazioni “Come eri vestita?”, l’iniziativa partita dall’Università del Kansas e che ha poi coinvolto centinaia di milioni di persone nel mondo.

Nella “Città delle Torri” l’idea, che ha avuto anche il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è partita dal sempre attivo sodalizio dello Zonta Club Alassio-Albenga, che ha subito trovato la collaborazione del Comune di Albenga.

L’evento è stato organizzato in occasione della campagna di attivismo contro la violenza di genere, Zonta Say No, che è iniziata il 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e terminerà il 10 dicembre, nella Giornata dei diritti umani.

La mostra ingauna verrà inaugurata giovedì 6 dicembre, alle ore 17, nelle Sale espositive del Palazzo Lengueglia Costa, gentilmente concesse dai proprietari. Saranno presenti il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano, il vice sindaco Riccardo Tomatis, la presidente dello Zonta Club Alassio-Albenga Giusy Nalbone e la dottoressa Graziella Cavanna, psicologa, Direttore Tecnico e scientifico dello sportello anti violenza Artemisia Gentileschi. Verranno presentati, appesi a manichini, 17 abiti ed indumenti di donne che hanno subito violenza, in casa, in famiglia, nei luoghi di lavoro.

“L’obiettivo dichiarato – ci ha spiegato la presidente Nalbone- è quello della denuncia, di aprire uno squarcio nei confronti degli stereotipi che vengono messi in campo da una cultura barbara che vuole la donna corresponsabile e complice delle violenze subite. La particolarità dell’iniziativa consiste in un’ esposizione artistica di abiti indossati da donne sopravvissute a violenze sessuali, credendo fortemente nella cooperazione tra associazioni femminili che operano e collaborano in favore delle donne, abbiamo pensato fosse utile ospitare la mostra ad Albenga, unica tappa fino ad oggi in Liguria. Per qusto abbiamo preso contatto con l’Associazione Libere Sinergie di Milano, l’ unica associazione titolata a promuovere questa iniziativa”.

Gli indumenti esposti sono accompagnati da brevi suggestioni che le donne vittime di violenza hanno voluto condividere con gli altri.

“ Molto spesso – conclude la Nalbone- “Com’eri vestita?” è persino l’esordio, inaccettabile, con il quale gli inquirenti cercano di ricostruire i fatti di violenza. Si tratta di un atteggiamento accusatorio che sottintende: “Te la sei forse cercata”, un atteggiamento fuorviante che alla fine punta i riflettori più su colei che ha subito violenza, che su chi l’ ha compiuta”.

La mostra, che resterà aperta fino al 9 dicembre, ha davvero un respiro internazionale; proporrà alcune storie di violenza che sono state tradotte in quattro lingue: italiano, inglese, spagnolo e francese. L’ orario per visitarla sarà il seguente: dalle ore 10 alle ore 12 e dalle 15 alle 19. Per conoscere maggiori dettagli sulla mostra e sulle iniziative legate agli eventi di “Survivor Art Installation” è possibile consultare il sito www.liberesinergie.or oppure visitare la pagina Facebook, o scrivere all’ indirizzo di posta elettronica info@liberesinergie.org
CLAUDIO ALMANZI