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In mostra Rosso e Nebiolo a Loano

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In mostra Rosso e Nebiolo a Loano
Giuseppe Rosso e Mario Nebiolo

In mostra Rosso e Nebiolo a Loano, nella Sala del Mosaico di Palazzo Doria. L’esposizione dal 15 al 31 dicembre.

In mostra Rosso e Nebiolo a Loano, ingresso libero.

Dal 15 al 31 dicembre 2021 la Sala del Mosaico di Palazzo Doria ospiterà “Rosso e Nebiolo a Loano”, mostra delle opere d’arte realizzate da Giuseppe Rosso e Mario Nebiolo.

L’esposizione è stata organizzata dall’associazione “Il Canto della Terra” con il patrocinio dell’assessorato a turismo, cultura e sport del Comune di Loano.

In essa Nebiolo e Rosso mettono da parte le forme edonistiche dell’arte per arrivare ad una rappresentazione artistica intensa, forte e quasi di sfida.

Hanno già esposto insieme a Finale Ligure, Toirano e Calice Ligure.

La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.

Nelle ore pomeridiane gli autori saranno presenti nella Sala del Mosaico.

L’ingresso è libero con obbligo di Green Pass.

In mostra Rosso e Nebiolo a Loano
“Rosso e Nebiolo a Loano” – Locandina mostra

Giuseppe Rosso

Nasce a Torino il 22 giugno 1953.

Dopo un percorso di studio prima al liceo artistico di Torino e poi alla Facoltà di Architettura del capoluogo piemontese, dove ha intrecciato relazioni con importanti esponenti del panorama artistico piemontese come Francesco Tabusso e Sergio Ragalzi, si è sempre dedicato alla pittura.

Nel 1996 abbandona l’ambiente familiare ed i suoi studi per una vita tormentata e difficile.

Dopo un periodo di vagabondaggio e ricerca di un approdo arriva a Finale Ligure, dove dall’anno 2000 si stabilisce.

La visione della realtà di Beppe Rosso parte dal basso, dal punto di vista dei “rifiuti”, siano essi materiali, sociali o umani.

Alcune sue nature morte raffigurano più i ritrovamenti dai cassonetti della spazzatura che non la vivacità di un frutto maturo.

Beppe Rosso, un artista che (per scelta o per necessità) opera in salita, crea i suoi lavori solo dopo aver superato un ostacolo iniziale, un’inerzia dolorosa che trova fuori, sulla strada, ma anche dentro se stesso.

E’ prevalentemente legato ad una pittura basata sulla figurazione, sia essa un suo autoritratto oppure la citazione di un’opera figurativa famosa o un’immagine recuperata da un rotocalco sgualcito, per poi scomporla, interpretarla, darle un senso, attribuirle nuovi significati.

Le citazioni sono frequenti e spaziano dalla pittura classica di una deposizione del Caracci alla frequente rivisitazione di opere di Francis Bacon, ad una vecchia testiera di un letto con una rappresentazione femminile che cita Modigliani.

Beppe Rosso lavora su supporti precari, di recupero, trovati per strada: dai cartoni d’imballaggio ai pezzi di mobilio abbandonati; talvolta, nelle sue opere pop, lavora su basi fotografiche di ritagli di cartelloni pubblicitari.

In sintesi Beppe Rosso è un autentico artista di strada, non ancora assimilato e corrotto dal mercato.

Mario Nebiolo

Dipinge dagli anni ’70. Allievo di Carlo Sossi, ha esposto da giovanissimo presso la galleria Pennone di Savona.

Pittore di formazione figurativa e scultore, ha esposto nel corso degli anni presso varie gallerie del savonese, di Genova, Pisa, Aix en Provence e Marsiglia, presso il palazzo della Provincia di Savona e presso il Teatro Carlo Felice di Genova.

Artista poliedrico che spazia dalla pittura alla scultura alle performance. Si è dedicato alla “pittura acrobatica”, una particolare forma di land-art con interventi sulle pareti di ex cave o muraglioni urbani.

Su questi ambienti dipinge, o meglio, estrapola con l’uso del colore, figure di enormi dimensioni già implicite nelle forme e nei volumi della roccia, in una sorta di pittura-scultura.

Tutto ciò lavorando appeso a una corda, con tecniche alpinistiche in solitaria.

Le creature di Mario Nebiolo scultore sembrano volere uscire con forza dalla materia che le ha imprigionate dando l’immagine di una sorta di metamorfosi.

Molteplici le sue opere scultoree prevalentemente in pietra di Finale.

Alcune opere particolarmente significative sono presenti alla Campanassa di Savona e nella chiesa delle Vigne a Genova.