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Il premio Sony World Photography Awards arriva a Genova

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Caterina Bruzzone

La fotografa Caterina Bruzzone premiata al prestigioso contest.

E’ una fotografa genovese, specializzata in paesaggi e ritratti, di recente si è applicata alle foto di architettura e, proprio con una di queste ha vinto il prestigioso premio Sony World Photography Awards 2018 con il quale verrà insignita a Londra, unica italiana tra i moltissimi partecipanti. Cerchiamo di scoprire chi sia questa professionista, originaria del borgo di Crevari e profondamente genovese come afferma il suo cognome, che ha fatto delle immagini il suo lavoro.

Ha scoperto la passione per la fotografia già da ragazzina, quando si dilettava con le piccole compatte, ma il vero salto di qualità è avvenuto al compimento dei diciotto anni, momento importante in cui ha chiesto come regalo una reflex con obiettivi intercambiabili. Da li sarebbe iniziata la sua carriera, facendola diventare una vera professionista. L’associazione a vari fotoclub, la frequenza di corsi e poi la collaborazione con vari studi genovesi hanno fatto si che il lavoro con le immagini diventasse la sua occupazione.

Chiediamo a Caterina Bruzzone cosa voglia dire attualmente fare il fotografo: “Oggi non è un lavoro facile”, ci spiega, “esiste grandissima concorrenza, chiunque scatta e ruba immagini con i telefoni cellulari nel momento preciso in cui un fatto accade. Un esperto fotografo deve allora specializzarsi in un settore ed applicare la propria competenza in questo senso, ad esempio a me piace la ritrattistica ma non gli scatti rubati, mi piace creare una collaborazione con il soggetto che inquadro, lavorando in tranquillità per raggiungere il risultato che mi sono prefissata”.

Ed infatti alcuni suoi lavori sbalordiscono per la cura e l’attenzione nella costruzione del prodotto finito. Ma Caterina non scatta solo immagini alle persone, molti dei suoi paesaggi si trovano citati in rete e molto apprezzati dal pubblico. “Nello scatto paesaggistico esiste una contemplazione della scena”, ci spiega, “si lavora sul colore e sulle forme per rendere al fruitore il significato che l’autore vuole comunicare”.

Nella chiacchierata fatta insieme si è autodefinita una –fotografa da scoglio- una bella definizione che rende il suo amore per il mare e per la sua terra ligure, spesso immortalata da lei nella sua più aspra bellezza. Ritratti, paesaggi ma di recente si è dedicata anche alle immagini legate all’architettura, dove la forma delle costruzioni prende il sopravvento sulla parte naturalistica. Ed ecco che la ricerca si sposta allora sulla struttura, come accaduto per la foto premiata dalla Sony, scattata a Valencia. In quel contesto, la fotografa genovese era alla ricerca di un chiaroscuro particolare in quel luogo che aveva individuato come ideale per uno scatto significativo. Il suo titolo è “Exit”.

Caterina dice che non avrebbe mai pensato di raggiungere un premio così importante… “E’ una foto scattata in un sottopassaggio, un angolo poco noto e poco frequentato che porta verso l’esterno, attendevo il passaggio di qualche persona per dare un senso dinamico all’immagine, è in questo modo che è nato lo scatto”, afferma con semplicità e modestia. Piace il senso dell’attesa che anima l’artista alla ricerca del momento giusto per lo scatto.

E forse è proprio questa attesa che ha reso l’immagine unica fino al punto di raggiungere il premio. Un concorso internazionale a cui si sono iscritti professionisti ed appassionati di tutto il mondo, che hanno inviato ben 320.000 fotografie. E tra questi, nella sezione architettura, è salita sullo scalino più alto del podio l’immagine di Caterina Bruzzone. “Adesso andrò a Londra a ritirare il premio”, prosegue timidamente la fotografa ligure, “insieme ai collaboratori di Sony Italia. Non sarò molto a mio agio in questa situazione pubblica… ma vedremo…”.

Forse Caterina si trova meglio dietro il mirino della sua reflex ad attendere il momento giusto per lo scatto ideale. E quali saranno domani i progetti dopo il premio? Ora ha in mente di partecipare a mostre ed eventi per promuovere la sua arte, ma anche dedicarsi ad opere di “fine art” ovvero immagini particolari con grande cura ed in tiratura limitata stampate su supporti particolari, quali carta di cotone e con materiali unici quali i pigmenti di carbone. Siamo già curiosi di scoprire le sue nuove produzioni. (le foto sono di Caterina Bruzzone).

Roberto Polleri