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Il Nano Morgante | Il Cretinismo Sociale

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Il Nano Morgante | Il Cretinismo Sociale

A ben pensarci, qual è il motivo per cui, appena se ne presenta l’occasione, diviene prioritaria la volontà di far risaltare negli altri i difetti, piuttosto che i pregi?

Qual è il motivo per impegnarsi così lungamente in tale sterile ed inconcludente obiettivo, che, nel suo contagioso fattuale dispiegarsi, si nutre solo di acredine e non produce che tensione?

Dinanzi a tale agire palindromo, si auto-celebra la mesta e vana destinazione che l’essere umano pare essersi assegnato.

L’acredine, l’invidia, “quelle mezze ostilità”, stralciando la frase da un brano di Mia Martini, non sono certo invenzioni contemporanee. Esse, da tempo immemorabile, coinvolgono la natura umana e vi si mantengono radicate.

Nondimeno, è insignificante ed inconcludente, ai nostri fini, volerne conoscere i presupposti antropologici, come similmente lo è voler capire a tutti i costi il preciso significato di un’armonia musicale, invece che, semplicemente, farsi catturare dalle emozioni sonore che emette e trasmette.

Insomma, meglio recedere da tale intransigente impulso rigorista e formalista. Meglio lottare strenuamente avverso la morsa di una ostilità che pare reciprocamente attanagliarci, sempre sostenendoci nel considerare il modesto e temporaneo ruolo di “ospite” che ciascuna creatura vivente ha sulla Terra.

Lungi da una retorica moraleggiante, il fatto nelle sue proposizioni si può misurare con rigore aritmetico, senza lasciare tregua ad altre pericolanti opzioni.

Esistono per certo formule di relazione più avvincenti e con-vincenti che non quelle dispregiative, d’uso comune.

Si imponga qualche incertezza su tale implacabile andamento. Il dubbio è sempre un buon viatico all’incombenza ed al radicamento in atto del fenomeno del “cretinismo sociale” (cit. E. De Conciliis).

Massimiliano Barbin Bertorelli