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Il buonsenso di Zaia: Vò ormai ‘case history’. Ora per isolare virus tamponi ‘on the road’

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Pontida 2018: Toti, Salvini, Fedriga, Zaia, Fontana (foto d'archivio)

Dopo tre settimane di quarantena, da un paio di giorni il territorio del Comune padovano di Vo’ non vede crescere il numero di casi positivi al coronavirus.

Lo hanno confermato i dati diffusi ieri dai responsabili di Regione Veneto e nelle ultime ore nessun nome si è aggiunto all’elenco dei contagiati.

La località dei Colli Euganei che registrò il primo morto ufficiale da Covid-19, il 78enne Adriano Trevisan, sembra dimostrare che il contagio si può frenare.

Il comune focolaio del virus in Veneto è passato da un tasso di positività superiore al 2,5% nel primo screening di tamponi di massa effettuato, a dati inferiori a poche unità per mille, con il secondo test alla popolazione.

Tuttavia il governatore leghista Luca Zaia ieri ha avanzato una proposta “rivoluzionaria” e di buonsenso.

“Sui tamponi – ha spiegato Zaia all’agenzia Ansa – non accettiamo lezioni da nessuno. Io sono quello che ha voluto fare i tamponi a tutti i cittadini di Vo’ e oggi è un ‘case history’.

Abbiamo un progetto che presenteremo la prossima settimana, li eseguiremo anche ‘on the road’ fuori dai supermercati, al personale dei supermercati e ad altri perché più positivi troviamo più ne isoliamo e meno diffusione abbiamo.

Abbiamo fatto 29mila tamponi, siamo la comunità che ne ha fatti di più per milione di abitanti, a livello mondiale La Corea, di cui tanto si parla, viene dopo i veneti per numero tamponi

Ringrazio i cittadini veneti per l’atteggiamento che hanno saputo tenere in relazioni alle restrizioni adottate”.

“Abbiamo applicato la quarantena – ha aggiunto il sindaco di Vò Giuliano Martini – con grande senso di responsabilità e fatto due screening a cui ha aderito il 95% dei cittadini“.