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Genova, bilancio offensiva della polizia allo spaccio in centro

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Genova, bilancio offensiva della polizia allo spaccio in centro

Offensiva della Polizia di Stato allo spaccio nel centro storico: cinque arresti e una denuncia a piede libero. Bilancio attività nelle ultime due settimane di gennaio.

Cinque arresti in flagranza, una denuncia a piede libero per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e un rimpatrio con foglio di via obbligatorio per un pusher residente a Pescara: è questo il bilancio dell’attività condotta dalla Polizia di Stato di Genova nelle ultime due settimane di gennaio.

A partire da inizio anno, infatti, si sono ulteriormente intensificati i servizi predisposti nel centro storico dal Questore di Genova, finalizzati oltre che a garantire il rispetto delle misure anti covid-19, alla prevenzione e repressione dei fenomeni delittuosi.

Ed è proprio nel contrasto dello spaccio che gli agenti della Squadra Mobile hanno inferto un duro colpo alla rete dei pusher presenti tra i vicoli del centro.

I poliziotti, nel corso di alcuni servizi di osservazione, il 14 gennaio, hanno perquisito un appartamento in zona Maddalena dove una coppia, il marocchino A.M. e l’italiana P.E., entrambi cinquantenni, avevano posto in essere una fiorente attività di spaccio. La perquisizione ha permesso di rinvenire 100 grammi di hashish, già confezionato e pronto ad essere immesso sul mercato. L’uomo è stato tratto in arresto e giudicato per direttissima, mentre la donna è stata denunciata a piede libero.

Analogo servizio di osservazione, svolto il 20 gennaio, ha consentito di trarre in arresto un cittadino senegalese, A.D., il quale, stazionando tra via Prè e i vicoli adiacenti, più volte veniva contattato da presumibili clienti con i quali, dopo aver scambiato alcune parole, raggiungeva un anfratto poco distante. È qui che gli investigatori hanno accertato la cessione di due dosi di droga, crack ed eroina, ad un tossicodipendente. Nell’ambito della stessa attività, la perquisizione domiciliare in quella che sembrava essere l’abitazione dell’uomo ha premesso di accertare che lì, in realtà,  dimorava un tunisino in regime di detenzione domiciliare, M.S., 37enne, che deteneva circa 30 grammi di hashish, oltre a un bilancino di precisione e ulteriore materiale utilizzato per confezionare la droga. Tutti questi elementi hanno consentito di accertare che M.S., nonostante il regime detentivo, non aveva smesso di spacciare. Anche per lui sono scattate le manette e, dopo il giudizio per direttissima, gli è stato revocato il beneficio della detenzione domiciliare e accompagnato al carcere di Marassi.

Alcuni giorni dopo, in via Prè, è toccato ad un senegalese, Y.D., cadere nelle maglie della giustizia. Gli agenti lo hanno sorpreso mentre cedeva una dose di eroina ad un tossicodipendente. L’uomo, residente a Pescara, è stato immediatamente fermato e tratto in arresto; giudicato il giorno successivo per direttissima, al termine del processo, gli agenti della Divisione Anticrimine gli hanno notificato il foglio di via obbligatorio, emanato dal Questore, col divieto di ritorno nel comune di Genova per anni tre.

Il 26 gennaio, ancora in via Prè, gli uomini della Squadra Mobile hanno monitorato un costante via vai di tossicodipendenti che dopo aver avvicinato un cittadino straniero, raggiungevano un vicolo adiacente dove avveniva la cessione dello stupefacente. Gli agenti riuscivano a sorprendere l’uomo, B.M., trentenne, gambiano, già gravato di precedenti penali, il quale è stato tratto in arresto e giudicato per direttissima il giorno successivo.