Home Sport Sport Genova

Genoa, Criscito al Nautico: Genova reagirà

0
CONDIVIDI
Mimmo Criscito

Tutti Convocati’. Dallo studio di Radio 24, nel quartiere fieristico del 58° Salone Internazionale Nautico, il capitano del Grifone è intervenuto alla trasmissione condotta dal giornalista Carlo Genta. Tra domande sul Genoa e la Nazionale, Mimmo Criscito, recordman di assist (3) in Serie A in queste prime giornate, ha saltato da un argomento all’altro, ricevendo poi l’abbraccio dei supporter genoani in visita tra barche, banchine, yacht e stand. Per gli abbonati rossoblù di questa stagione, c’è tempo sino a martedì, il club ha stipulato una convenzione per l’ingresso a prezzo agevolato. Occorre presentare la tessera Dna Genoa e il segnaposto 2018/19.

Dagli esordi all’attualità. Il Genoa come una seconda pelle. “Avevo 14 anni quando, nel 2001, arrivai a Genova. Ho cominciato qui legando subito con questa città e questi colori. Ricordo l’esordio a 16 anni, in Serie B, in quel Genoa-Cosenza 3-0. Non ci ho dormito la notte. Essere il capitano del Genoa, un club speciale, nell’anno dei 125 anni è qualcosa di pazzesco. Abbiamo un mix composto di giovani e vecchi, e in questa seconda categoria entro con i miei 32 anni. Siamo un gruppo bellissimo. Un gruppo che dà il 100%, si diverte e dà sempre il massimo. Con il presidente Preziosi, a Milano, ci ho messo dieci minuti per chiudere la trattativa e trovare l’accordo per il ritorno”.

Il crollo di Ponte Morandi, in cui ha rischiato di essere coinvolto con la famiglia, è una ferita aperta. “Siamo partiti bene sia noi che la Sampdoria. Il campionato è difficile. Sarebbe bello però regalare a tutti delle gioie in un anno così. Genova e i genovesi sapranno rialzarsi. Uno dei miei luoghi preferiti è la spianata di Castelleto, dove si gode il panorama della città. Ci torno spesso con mia moglie. Il calcio italiano? E’ in crescita. La maglia della Nazionale rappresenta la massima aspirazione, il ct Mancini sta compiendo un grande lavoro. Cii vuole un po’ di pazienza, presto arriveranno i frutti. In Russia c’era l’obbligo per ogni squadra di schierare almeno cinque russi. Può essere una soluzione da introdurre”.