Home Politica Politica Genova

Fase 2 a Genova spiegata da Bucci: non vogliamo morire di Covid-19, ma neanche di fame

0
CONDIVIDI
Tursi, sindaco di Genova Marco Bucci (foto di repertorio)

“Alla luce dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri in merito all’imminente fase 2 e al provvedimento di Regione Liguria di anticipare alcune riaperture, si chiede al sindaco quali provvedimenti ha intenzione di adottare nel prossimo futuro per l’avvio della fase 2 sul territorio del Comune di Genova”.

E’ il testo dell’interrogazione discussa oggi durante il ‘question time’ in consiglio comunale.

Dopo l’esposizione da parte dei capigruppo, il sindaco Marco Bucci ha quindi replicato alle richieste.

“Nell’ultimo mese, da quando sono ricominciati i lavori delle commissioni consiliari – ha spiegato Bucci – sono state dedicate circa 29 ore alla discussione di problemi e soluzioni connessi all’emergenza Covid-19.

Aperture negozi. Questa è una decisione che viene presa dal governo e formalizzata con Dpcm e il sindaco non può fare ordinanze contrarie a quanto disposto dal Governo. Al sindaco è possibile emanare solo ordinanze contingibili e urgenti.

Personalmente penso che se è possibile comprarsi un panino e consumarlo a casa credo che si potrebbe anche comprarsi un paio di pantaloni, chiaramente rispettando tutte le misure di sicurezza.

Sto lavorando insieme ad Anci e al tavolo dei sindaci metropolitani per elaborare delle proposte da sottoporre al governo, che vanno nella direzione di uniformare le regole per i negozi del commercio a quelle già in atto per le attività commerciali alimentari.

Mascherine. Su questo argomento occorre ragionare dal punto di vista tecnico e non emozionale. Sappiamo già che nel Dpcm in vigore dal 4 maggio ci sarà l’obbligo nei luoghi chiusi (uffici, negozi, etc.) e sui mezzi pubblici e non saranno obbligatorie nel passeggio o in qualsiasi attività che si svolge all’aria aperta, a meno che non si debba stare a meno di un metro e mezzo o due, deciderà il governo, dagli altri.

Pertanto non esiste obbligo di mascherina per tutti e noi ci adeguiamo a ciò che ha deciso il Governo. Non abbiamo mai fatto fughe in avanti, siamo intervenuti, insieme con la Regione, solo in quei punti che il Governo non aveva preso in considerazione, come le spiagge, la nautica da diporto, gite in montagna.

Quadro epidemiologico. Questo argomento lo lascio trattare agli esperti. Il Comune di Genova si avvale della collaborazione del dottor Luciano Grasso, ex direttore della Asl 3, e i responsabili di Alisa stanno predisponendo proprio i quadri epidemiologici. Si può organizzare una commissione ad hoc dove invitarli per avere risposte più puntuali.

Tavolo per le attività produttive. Lo abbiamo già istituito ed è attivo insieme a quelli per il commercio e il trasporto. Il commercio dovrà affrontare, con l’assessore Paola Bordilli, tutta la partita della riapertura della ristorazione e per il trasporto vogliamo introdurre nuove modalità green.

Biciclette, biciclette elettriche, motorini elettrici, corsie preferenziali sacrificando una parte delle corsie destinate al trasporto privato a meno che non sia car pooling, che in questo caso alleggerirebbe il trasporto pubblico. Ma tornerò a relazionarvi quando ci saranno notizie più precise dal governo.

Aree del mare e della montagna. Con la ministra De Micheli e il premier ho parlato, a margine della cerimonia nel cantiere del nuovo ponte, di nautica da diporto e montagna.

Sono aree importanti per Genova e la Liguria, dove le persone devono poter andare perché si tratta di zone ampie, il mare aperto ad esmpio, dove la probabilità di contagio è nulla. Inoltre, danno l’opportunità di godere del tempo libero: anche questo va garantito, rientra nei diritti.

Mi hanno detto che ci sono delle commissioni di esperti, chiederemo che ci siano anche dgli esperti liguri, per avere entro dieci giorni o al massimo due settimane indicazioni precise sulla nautica da diporto e le scursioni in montagna.

Sanitario produttivo. Come si va  a lavorare? Qualcuno ha chiesto se va privilegiata la salute o il produttivo o il commerciale. Su questo punto dico che il cantiere del Ponte Morandi ha fatto scuola, tanto che il protocollo messo a punto dal Rina lo abbiamo dato al governo e tante aziende già lo adoperano.

Ora bisogna dare garanzie anche al tempo libero delle persone, non solo alle attività produttive.

Voglio sottolineare che non vogliamo morire di Covid-19, ma neanche di fame. Non faremo nessun compromesso al ribasso, vogliamo che sia un risultato win-win

Emergenza economica. Come amministrazione abbiamo messo in campo tante soluzioni: posticipo delle tasse comunali, suolo pubblico gratis per tutte quelle attività che vorranno così compensare la perdita dei posti all’interno per l’emergenza Covid-19, abbiamo sburocratizzato i procedimenti e stiamo ragionando sulle “piazze ristoratrici”, le piazze grandi che possano contenere tavoli come nelle sagre, in modo da garantire il distanziamento sociale e andare al ristorante in totale sicurezza.

Per il tpl ci stiamo muovendo nella stessa direzione del Comune di Milano: segnalazione dei posti sui bus, sulla metro, mobilità green che ho già detto.

I contratti comunali, mi riferisco ad esempio ai lavoratori delle mense, stiamo cercando di procrastinarli in un’ottica di ‘vuoto per pieno’ o di nuovi lavori e ne abbiamo già discusso con la parte sindacale.

Per quanto riguarda gli asili e i nidi non voglio anticipare nulla in quanto c’è una proposta di Anci al governo. Siamo in attesa di una risposta in tempi brevi e vi relazionerò.

Siamo impegnati a trovare delle soluzioni a questa sfida, che contemperino il diritto alla salute e al lavoro”.