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E la sinistra scrive a Toti preoccupandosi anche dei bambini stranieri

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Consiglieri regionali Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Linea condivisa)

“Coronavirus, ora maggiore attenzione per i minori. Quotidianità difficile e mancano indicazioni per case-famiglia, coppie separate, bambini stranieri”.

Lo hanno riferito oggi i consiglieri regionali di opposizione Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Linea condivisa) che ieri hanno inviato una missiva in tal senso al governatore Giovanni Toti e al Garante regionale per i minori Francesco Lalla.

“Maggiore attenzione per i minori  a fronte delle difficoltà scaturite dall’emergenza coronavirus. C’è esigenza di trovare soluzioni condivise con il Governo per migliorare la vita quotidiana dei più piccoli.

Secondo noi, le direttive emanate dal Governo non tengono in debita considerazione le difficoltà che stanno vivendo i minori. I primi ad aver subito restrizioni e quindi a dover modificare le proprie abitudini, poiché considerati tra i principali soggetti a rischio nella diffusione del virus.

Restano molti nodi da sciogliere e servono interventi mirati: stiamo parlando di uno fra gli ambiti più fragili del nostro tessuto sociale.

Abbiamo indicato a Toti una serie di punti critici, che riguardano la scuola, la gestione familiare, le relazioni sociali e l’attività fisica durante l’emergenza. Certamente il tema più in vista è quello dell’apprendimento; ma non è l’unico, se ci soffermiamo ad analizzare il quadro complessivo.

Le scuole anzitutto: dopo un primo momento di smarrimento, si stanno organizzando in autonomia, senza aver ottenuto indicazioni precise. Emergono le lacune di un sistema scolastico che, suo malgrado, non è in grado di rispondere con mezzi adeguati per la didattica online. E a farne le spese sono soprattutto i più piccoli, quelli che avrebbero più bisogno della guida degli insegnanti e del confronto diretto in aula.

Tutto questo ricade sulle spalle delle famiglie, che già devono misurarsi con enormi difficoltà lavorative.

Peggio ancora, il materiale scolastico sparisce dagli scaffali di alcune catene di supermercati, perché ritenuto bene ‘non necessario’: una pessima decisione. Gli studenti devono poter svolgere appieno il proprio percorso di formazione, anche in questo periodo di didattica a distanza.

E poi ci sono le misure sanitarie vere e proprie. Ad esempio: cosa si prevede per la tutela dei minori in caso di ricovero di entrambi i genitori? Quali sono le disposizioni in merito a bambine e bambini stranieri non accompagnati? Quali i provvedimenti da adottare nel caso di genitori separati, con due domicili diversi? Il vulnus è normativo, ma anche amministrativo».

Altra situazione complessa la registriamo nelle case-famiglia, che accolgono i minori senza ricevere indicazioni sulla gestione dell’emergenza. A causa dell’isolamento, bambini e ragazzi non possono più incontrare né le famiglie di origine, né le famiglie affidatarie, rimanendo in un limbo che gli educatori, solo con le proprie forze, non sempre riescono ad alleviare.

Infine, il vuoto di informazioni per le uscite all’aria aperta e l’attività fisica. Il governo da indicazioni precise per i runners e gli animali domestici, ma pare aver trascurato i bambini, che hanno bisogno di uscire e muoversi almeno un’ora al giorno”.