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Detenuto in permesso premio evade da Marassi: è caccia all’uomo

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Carcere di Genova Marassi (foto di repertorio)

Ha salutato i suoi accompagnatori e si è dileguato tra le vie della città

Un detenuto italiano ristretto nel carcere genovese di Marassi ieri, 6 agosto 2019, alle ore 16, durante la fruizione di un breve permesso premio per incontrare la sua famiglia, ha pensato bene di evadere.

E’ molto discutibile – afferma Michele Lorenzo, segretario del Sappe della Liguria – la modalità di fruizione del permesso concesso a questo detenuto quarantenne F.C. arrestato a Genova nel 2016.

Non si comprendono le motivazioni – continua il SAPPe – per le quali il detenuto non era accompagnato dalla Polizia Penitenziaria bensì da persone civili e volontari.

Anche singolare il metodo adottato dal detenuto per non fare più rientro in carcere ossia quello di salutare educatamente i suoi accompagnatori e dileguarsi tra le vie della città.

Ovviamente, scattato l’allarme, dopo pochi istanti è partita la prima pattuglia della polizia penitenziaria alla ricerca del fuggitivo sino ad oggi senza esito positivo.

Secondo il SAPPe della Liguria, bisogna rivedere questo obsoleto metodo di concessione benefici ai detenuti, anche se le statistiche raccontano di una minima percentuale di evasioni da permessi, sarebbero stati 3 i detenuti in Liguria che nel 2018 non hanno fatto rientro in carcere, è anche vero che, in qualche caso, i detenuti durante i loro periodi di “libertà” si sono resi protagonisti di ulteriori delitti come l’ultimo caso dove, sempre un detenuto genovese in libertà provvisoria, è stato sorpreso a spacciare droga e quindi nuovamente arrestato. E’ opportuno che i benefici vengano elargiti a detenuti veramente meritevoli e non a coloro che sfruttano il beneficio per tornare a delinquere con la buona pace di tutti e senza che a nessuno si possa accollare la responsabilità di un’errata valutazione della concessione del beneficio.

In conclusione Lorenzo auspica che in un prossimo futuro, con un aumento della dotazione organica, si affidino alla Polizia Penitenziaria i compiti di vigilanza e controllo dei detenuti anche fuori dalle mura carcerarie, vedi domiciliari, in questo modo, conclude il SAPPe ligure, le altre forze di Polizia possono maggiormente dedicarsi alla sicurezza del cittadino.