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Covid, Toti: Liguria resta in area gialla. Bassetti: arrivate scorte monoclonali

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Giovanni Toti e prof. Matteo Bassetti (foto di repertorio fb)

“La Liguria resterà in area di criticità gialla la prossima settimana, anche se questa classifica a colori ormai è superata. Prima era indispensabile perché prevedeva provvedimenti per contenere la diffusione del coronavirus. Ora le regole cambiano solo per chi non è vaccinato. Per questo motivo è in corso un negoziato tecnico tra la Conferenza delle Regioni e il Governo per arrivare a un cambiamento di quelle regole, ritenute da tutti i governatori ormai pleonastiche”.

Lo ha detto ieri sera il governatore ligure Giovanni Toti facendo il punto sull’emergenza coronavirus e i vaccini anti Covid.

“Martedì – ha riferito Toti – il collega Massimiliano Fedriga convocherà la Conferenza delle Regioni approfittando della presenza a Roma dei governatori per l’elezione del Presidente della Repubblica e esercitare così un ulteriore pressione sull’esecutivo per eliminare la divisione in aree che non risulta più aggiornata, a favore di quella più attuale tra persone vaccinate e non vaccinate.

Così come chiederemo che non vengano conteggiati tra i pazienti Covid coloro che risultano positivi, ma asintomatici e sono ricoverati per altre patologie estranee alla pandemia. Contare questi come pazienti covid per determinare la pressione della malattia è poco corretto.

Con 100mila vaccinazioni a settimana, in Liguria siamo al massimo della nostra capacità vaccinale.

Per questo nelle prossime ore contatterò il generale Francesco Paolo Figliuolo per cercare di avere ulteriori vaccini.

Anche le vaccinazioni pediatriche aumenteranno la prossima settimana e comunque già oggi se una mamma o un papà vogliono prenotare la vaccinazione lo possono fare in tutte le aziende nelle 48 ore successive.

Sono consistenti fino ad oggi anche gli ingressi in ospedale. Abbiamo quindi messo in allerta l’ospedale Evangelico di Genova Voltri per creare posti letto Covid, se la pressione ospedaliera dovesse aumentare nel fine settimana. Al momento siamo in una situazione di attesa, ma se dovesse servire abbiamo la possibilità”.

“L’unico vero indicatore di impatto in questo momento – ha aggiunto il direttore di Alisa Filippo Ansaldi – è rappresentato della pressione ospedaliera.

L’andamento dei ricoveri è sostanzialmente costante da una quindicina di giorni.

Bisogna continuare perciò a prestare attenzione alle misure di prevenzione: vaccini, distanziamento e uso delle mascherine. E dal punto di vista sanitario dobbiamo garantire al massimo l’appropriatezza del regime di ricovero.

L’andamento dei posti letto occupati nelle diverse aree ottimali della Liguria ci dice che dopo un precoce avanzamento dell’epidemia nel ponente, attualmente la zona maggiormente colpita è quella dell’area metropolitana genovese.

In generale, la curva di crescita dei posti letto in media intensità è decisamente rallentata. I posti letto in terapia intensiva sono invece sostanzialmente stabili da 15 giorni con il 18% dei posti occupati che ci consentono di restare in area di criticità gialla.

L’area metropolitana di Genova è quella più sotto pressione. Per quanto riguarda il piano ospedaliero di prepardness, siamo in uno step della fase 3: e’ stato attivato un primo slot per la disponibilità di posti letto all’ospedale Evangelico di Voltri, ma la situazione resta in stand-by: sono posti utilizzabili in caso di necessità, nel caso di un aumento dei ricoveri che potrebbe verificarsi nel week end.

Attualmente San Martino, Galliera e Villa Scassi garantiscono una risposta efficace alla domanda sanitaria. Valutiamo in real time gli accessi e lo stato di saturazione negli altri ospedali per consentire all’Evangelico di rimanere Covid-free il più a lungo possibile e garantire anche una risposta No-Covid nel Ponente genovese”.

“Anche per le Malattie Infettive e tutta la media intensità – ha sottolineato il prof. Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova  – si chiude una settimana tranquilla, contraddistinta da più dimissioni che ricoveri.

Ci accorgiamo, in queste fasi, che il turn-over si è fatto via via sempre più rapido e che anche la durata della positività dei pazienti, sia vaccinati che non, si è ridotta. In particolare, la troviamo molto breve in quei pochi pazienti che da vaccinati vengono ricoverati.

Il dato relativo al reparto che dirigo, dove abbiamo fatto un conto dei pazienti ospedalizzati negli ultimi 30 giorni per polmonite Covid, indica che nessuno di loro aveva una tripla dose di vaccino.

Ciò dimostra che la vaccinazione dà un effetto protettivo verso le forme gravi della malattia.

In tutta la media intensità continuiamo ad avere un turnover importante di pazienti con tampone positivo ma senza segni e sintomi legati al Covid.

Si rende quindi necessario scorporare il dato di chi oggi è positivo asintomatico rispetto a chi è positivo sintomatico per SARS-Cov-2, non solo per quanto riguarda i ricoveri, ma anche per i decessi.

Sono certo che, in questo modo, vedremmo dei numeri molto diversi non solo nella nostra regione, ma anche a livello nazionale.

Ricordo inoltre che, ad oggi, abbiamo un solo monoclonale in utilizzo anche contro la variante Omicron. Si tratta del Sotrovimab, di cui oggi sono arrivate numerose dosi, che aspettavamo e ci consentiranno di utilizzare nuovamente questo presidio farmacologico accanto al Molnupiravir, la pillola anti Covid, che ha continuato ad essere prescritta e ci ha portati a oltre 200 prescrizioni in Liguria”.