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Chiuso locale della Spezia per assembramento

Chiuso locale della Spezia per assembramento

Nella serata di giovedì 1 ottobre, uomini della Divisione Polizia Amministrativa della Questura spezzina, unitamente a personale dell’UPGSP, del Reparto Prevenzione Crimine Liguria, nell’ambito di specifici servizi disposti dal Questore della Spezia, hanno effettuato una serie di controlli ad attività commerciali e pubblici esercizi nel centro cittadino e nel quartiere Umbertino, al fine di verificare il rispetto della normativa sanitaria in atto e soprattutto per accertare il rispetto del distanziamento interpersonale.

Nel corso di detti controlli, veniva sanzionato un pubblico esercizio ubicato in Corso Cavour all’altezza di via Firenze, in quanto al suo interno, al momento del controllo, era presente una trentina di avventori sudamericani; un numero assolutamente non adeguato alla superficie dell’attività, tanto da non permettere il distanziamento previsto dalle norme anti Covid-19, e quindi da creare assembramento.

Per procedere all’identificazione, visto che alcuni stranieri cercavano di allontanarsi rapidamente all’arrivo degli agenti, la sala operativa richiedeva l’aiuto di una pattuglia della Guardia di Finanza.

Veniva quindi contestata al titolare la violazione di cui all’art.4 comma 1 del D.L. 25 marzo 2020 n.19, punita con una sanzione di euro 400 e la sanzione accessoria della chiusura immediata del locale per cinque giorni.

Pochi giorni prima, il 22 settembre, lo stesso locale era stato sottoposto ad un analogo controllo sempre dagli agenti della Polizia e in quella circostanza tutto era in regola all’interno, mentre era stato riscontrato l’assembramento di più persone all’esterno del locale e una di loro, che si rifiutava ripetutamente di indossare in modo appropriato la mascherina, dai successivi controlli risultava oltre che gravata da numerosi precedenti giudiziari, anche in aperta violazione della quarantena imposta per motivi sanitari in quanto positiva al Covid-19.

Durante il servizio di ieri sera si è proceduto all’identificazione di tutti gli avventori presenti, nessuno dei quali questa volta è risultato destinatario di provvedimenti sanitari attivi.