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Carlo Felice, note dal mondo: Francia

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Carlo Felice, note dal mondo: Francia
L'Orchestra del Carlo Felice

In programma venerdì 3 dicembre alle ore 20.00 al Teatro Carlo Felice il terzo concerto corale della serie Note dal mondo, che vede il Coro dello stesso Teatro diretto da Francesco Aliberti, con l’accompagnamento di Patrizia Priarone al pianoforte, impegnato in un excursus nel vasto ed eterogeneo panorama musicale francese.

Un racconto in musica  delle multiple anime di un paese in cui mondo latino e germanico si incontrano, dalle radici della musica europea fino all’impressionismo musicale .

Dal Quattrocento dei “magister”, proseguendo sulla via dello sviluppo della musica profana e della polifonia sacra, il programma esplora il repertorio francese dalle radici, condivise con buona parte della scena musicale europea, fino al Novecento storico e all’impressionismo musicale.

L’estensione delle influenze reciproche tra repertori europei è chiara fin dal Quattrocento di Jean Mouton, il compositore il cui Kyrie dalla Missa Quem dicunt homines apre il concerto, che fu maestro di Adrian Willaert, esportatore del contrappunto fiammingo a Venezia.

L’esperienza musicale francese fu accolta dall’ Italia, che avrebbe ricambiato il favore donando ai francesi uno dei suoi più illustri compositori, Jean-Baptiste Lully, artefice della colonna sonora dell’assolutismo barocco, di cui si ascolterà il Choeur d’Apollon et de Muses e l’Air dall’opera Bellérophon: un trionfo musicale  ispirato alla vicenda dell’eroe mitologico che cavalcando Pegaso sconfisse la Chimera.

E’ ancora negli insegnamenti di un italiano che si forgerà negli stessi anni la scrittura barocca di Marc Antoine Charpentier, cresciuto alla scuola di Giacomo Carissimi e poi divenuto tra i massimi esponenti della musica sacra francese del periodo, di cui sarà eseguito il coro finale, In Te Domine speravi, dal Te Deum.

La parabola che traghetta la Francia settecentesca di Jean-Philippe Rameau, di cui sarà eseguito l’Hymne à la nuit dalla prima tragédie lyrique Hyppolite et Aricie, attraverso l’era rivoluzionaria verso il secolo breve, avverrà sotto il segno di un nazionalismo che influì notevolmente sulle abitudini musicali dei francesi.

Volendo resistere al gusto italiano e all’influenza tedesca, la Francia cerca di preservare il primato della propria lingua, sviluppando uno stile nazionale attraverso il movimento denominato Ars Gallica, sorto per riscattare la reputazione francese all’indomani della sconfitta di Sédan.

Gounoud, operista di successo, testimonia di questa rinnovata sensibilità pur non rinnegando l’influsso italiano e mozartiano sulla sua  lirica, ma è  Camille Saint-Saëns a qualificarsi tra i grandi promotori dell’iniziativa, componendo sempre nel massimo rispetto della tradizione.

Eppure proprio dalla rigorosa scuola francese è germinato un movimento di rifondazione dell’atto creativo in musica che investirà in maniera sempre più radicale il secolo: un movimento favorito dall’incontro con altre culture e soprattutto dal conseguimento di una diversa consapevolezza del comporre, volta a fare tesoro dell’esperienza del colore e dell’impressione emotiva.

In modi diversi Fauré, qui rappresentato con l’esecuzione della Pavane op.50, Debussy, con le Trois Chansons e Ravel, con l’opera stregata, L’enfant et les sortilèges, protagonisti della seconda parte del concerto, interpretano questa esigenza, rilanciando la Francia come ambito privilegiato per un nuovo modo di fare musica. ELI/P.

Programma

Jean Mouton Missa Quem dicunt homines: Kyrie

Claudin de Sermisy “Tant que vivray”

Jean-Baptiste Lully Bellérophon: Choeur d’Apollon et de Muses e Air

Marc Antoine Charpentier Te Deum: “In Te Domine speravi”

Jean-Philippe Rameau Hyppolite et Aricie: Hymne à la nuit

Charles Gounoud Troisième Messe Solennelle de Pâques: Kyrie e Agnus Dei

Camille Saint- Saëns Ave verum corpus

Gabriel Fauré Pavane, op. 50

Gabriel Fauré Ecce fidelis servus, op. 54

Vincent D’Indy Cantate Domino op. 22

Claude Debussy Trois Chansons: “Dieu! Qu’il la fait bon regarder!”

Maurice Ravel da L’enfant et les sortilèges: “Il est bon”

Coro del Teatro Carlo Felice Maestro del coro Francesco Aliberti

Pianoforte Patrizia Priarone

Biglietteria

I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Carlo Felice e nel circuito on e offline di Vivaticket.

La Biglietteria del Teatro   è aperta da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00,il sabato dalle 10.00 alle 16.00