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Camalli nel mirino dei terminalisti, venerdì 5 marzo blocco Porto di Genova

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Genova e il suo porto (foto d'archivio)

Sciopero di 24 ore. Blocco del Porto di Genova venerdì 5 marzo. I delegati di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti oggi hanno comunicato di avere deciso per la linea dura dopo la lettera di “diffida e messa in mora” mostrata (non consegnata ufficialmente) dai terminalisti genovesi di Confindustria al presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale a cui si contesta di non avere esercitato vigilanza e controllo su organizzazione e attività della Compagnia Unica, provocando dal 2013 a oggi “danni” per 8 milioni più interessi di cui le imprese si riservano di chiedere il risarcimento.

“Un gesto gravissimo e irresponsabile – hanno commentato i sindacalisti – siamo sconcertati viste anche le false accuse. I terminalisti stanno mettendo in discussione e provano a far saltare tutta l’organizzazione del lavoro nel Porto di Genova. Sono inaccettabili anche alcuni atteggiamenti nei confronti dei dipendenti all’interno dei loro terminal”.

Il nodo centrale della lettera dei terminalisti che rischia di minare la “pace sociale” in porto riguarda la Culmv, la Compagnia dei camalli genovesi.

Al centro ci sono gli adeguamenti tariffari versati dai terminalisti alla Compagnia dal 2013 a oggi (ossia gli 8 milioni) con faticosi accordi, l’ultimo pochi mesi fa.

Nel frattempo i portuali hanno varato un piano di risanamento e riorganizzazione per riequilibrare la gestione della Compagnia con la vigilanza dell’Autorità portuale.