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Bucci in sala rossa: Pd rema contro la città, in Val Bisagno faremo ‘sky tram’

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Consiglio comunale di Genova, sindaco Marco Bucci (foto di repertorio)

La seduta di oggi del consiglio comunale di Genova si è aperta con la discussione “sull’’imminente decisione finale in ordine al finanziamento del progetto sui ‘quattro assi di forza’ del Trasporto pubblico locale da parte del Mit” per cui si è chiesto di sapere “le azioni intraprese da parte dell’amministrazione comunale”.

Dopo gli interventi dei consiglieri Lorella Fontana (Lega), Alberto Campanella (Fratelli d’Italia), Cristina Lodi (Pd), Marta Brusoni (Vince Genova), Mauro Avvenente (Italia Viva) e Luca Pirondini (M5S) in sala rossa ha risposto il sindaco Marco Bucci.

“Nelle interlocuzioni che abbiamo avuto con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti – ha dichiarato Bucci – ci hanno sempre detto che i documenti erano a posto e i fondi per la realizzazione del progetto dei quattro assi di forza del trasporto pubblico locale sarebbero arrivati per il mese di aprile.

Sottolineo, però, che noi avevamo bisogno dell’approvazione al progetto da parte del Mit  per autorizzare la gara: un documento che attestasse il finanziamento, in modo da poter andare avanti con la gara di progettazione.

Il PUMS è stato discusso in commissione consiliare, in consiglio comunale e approvato anche in consiglio della Città Metropolitana e anche i tempi di pubblicazione, sia del Comune di Genova sia della Città Metropolitana, sono stati rispettati.

Tengo a sottolineare che non è vero che non faremo il tram, perché per la Val Bisagno è previsto lo sky tram: un scelta determinata dall’impossibilità di rompere tutto il sedime stradale cittadino per installare i binari del tram e, anche, perché si passerebbe da 450 milioni di euro per la realizzazione del Pums a 1 miliardo e 700 milioni di euro.

Il bando prevede l’utilizzo del trasporto elettrico e una volta che abbiamo l’elettricità su tutti e quattro gli assi di forza si potrà passare anche agli autobus elettrici.

Noi vogliamo avere un trasporto completamente eletttrico nella nostra città.

Non c’è alcuna idiosincrasia con il tram, ma non si può scavare una intera città per 60 centimetri di profondità: si bloccherebbe tutta la viabilità cittadina.

La nostra non è una mozione al ribasso, anzi. E’ molto più importante del progetto del tram stesso e della tecnologia. E’ un progetto di sistema e il dibattito sulla tecnologia è inutile.

La tecnologia è sorpassata ogni due-tre anni. Noi ragioniamo sul sistema.

E poi sul prezzo finale del progetto, che nel caso dell’uso del tram sarebbe di 1 miliardo e 700 milioni di euro a fronte di 450 milioni di euro.

Personalmente, mi dispiace e non credo di aver mai usato la parola ‘sabotaggio’ nel rispondere alle contestazione che mi sono state fatte dal Partito democratico.

Tengo a precisare, però, che mi è sembrato un modo scorretto di portare avanti le proprie istanze quello di scrivere una lettera al Mit per rinunciare a un investimento per la nostra città.

Perché quando si rinuncia a un investimento per Genova è un errore, perché qualsiasi cosa è migliorabile, ma se non c’è un investimento non si può migliorare nulla.

Se non ci sono i fondi non si può attuare nessun progetto e non si può migliorare nulla.

Remare contro la città non serve a niente e, per me, in questo caso è quello che è accaduto”.