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Botti di capodanno, la preoccupazione dell’Enpa di Savona

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Un gatto spaventato per i botti di capodanno

Viva preoccupazione della Protezione Animali savonese per la salute degli animali di fronte agli inevitabili petardi e fuochi artificiali di fine d’anno.

Malgrado l’emergenza Covid 19 sembra infatti che siano “esplosi” letteralmente a Savona e provincia gli acquisti di questi oggetti da utilizzare la sera del 31 dicembre.

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Enpa Savona, promotrice da molti anni dei divieti, perché disturbano le persone malate e terrorizzano animali domestici e selvatici con conseguenze spesso mortali, ringrazia i sindaci che ne hanno deliberato il divieto e ricorda quello dell’articolo 703 del Codice Penale e quello contenuto, per il Comune di Savona, nel regolamento di convivenza civile; e pubblica inoltre un decalogo per affrontare l’emergenza al meglio, favorita dai divieti (veglioni, assembramenti, coprifuoco notturno, etc.) della zona rossa.

Rimane purtroppo inevitabile il danno che verrà arrecato alla fauna selvatica che vive nelle città; ogni primo gennaio i volontari dell’Enpa trovano decine di uccelli morti o ne soccorrono altrettanti ancora vivi, dopo la fuga precipitosa dai posatoi notturni a seguito degli scoppi: sono tortore, passeri, cardellini, storni ma anche gabbiani, colombi, gazze e rapaci diurni e notturni.

L’auspicio della Protezione Animali è quello di non vietare i fuochi artificiali ma consentire solo quelli “moderni”, sempre luminosi ma meno impattanti e più silenziosi, quali fontane e droni con led multicolori, come già avvenuto in passato in altre città.