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Batterio Nuova Delhi, Alisa: in Liguria immotivati allarmismi

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Batterio Nuova Delhi, Alisa: in Liguria immotivati allarmismi

Presente sistema di sorveglianza attento ed efficace

La circolazione del cosiddetto batterio ‘New Delhi’ Metallo-beta-lattamasi (NDM) rientra nel fenomeno attenzionato da tempo e presente a livello globale della diffusione delle Enterobatteriacee produttrici di Carbapenemasi (CPE).

Il sistema di monitoraggio e controllo delle CPE è attivo nel nostro Paese dal 2013 e la Liguria è stata una delle prime regioni a recepire integralmente le indicazioni presenti nella circolare ministeriale di istituzione del sistema di sorveglianza.

Il riscontro di casi di malattia o di cluster di portatori di NDM è ampiamente rilevato in tutto il mondo negli ultimi anni e il quadro epidemiologico riscontrato nelle regioni italiane, dove la sorveglianza è più attiva ed efficace, è coerente con il panorama europeo.

L’outbreak in Toscana rappresenta un evento isolato, meritevole di attenzione.

In Regione Liguria è attivo un sistema di sorveglianza efficace delle Infezioni correlate all’assistenza (ICA), comprese le CPE che, per l’elevato standard qualitativo, ha portato a pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Il fenomeno della circolazione di NDM è oggetto di attenzione del gruppo tecnico regionale per la sorveglianza e controllo delle ICA, come evidenzia la presenza dell’argomento nell’ordine del giorno dell’incontro tenutosi in data 21 giugno 2019.

Il piano nazionale di contrasto all’antibiotico resistenza è stato recepito a livello regionale (DGR 265/2018) e le misure per il controllo delle CPE, efficaci anche per il NDM, sono già attive da tempo nella nostra Regione (DGR 529/2015).

Appaiono, quindi, infondate le affermazioni allarmanti riportate dai media sulla mancate azioni di monitoraggio e controllo nei confronti delle CPE-NDM in Liguria.

È bene precisare, onde evitare di generare pericolosi e immotivati allarmismi, che nella nostra Regione, è garantita un’attività di sorveglianza e controllo delle potenziali situazioni di rischio, dove non sussiste nessun tipo di trascuratezza o incuria nella tutela dei percorsi sanitari e, in particolare, delle infezioni correlate all’assistenza.