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Badanti nascondono al fisco oltre 9 milioni di euro | Video

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Operazione della GdF di Savona: scoperte 247 badanti straniere che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi

La Guardia di Finanza Savona ha scoperto 247 badanti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi a fronte di cospicui redditi percepiti per la loro attività.

Si tratta di collaboratrici domestiche straniere, in prevalenza provenienti da Romania, Ucraina e Ecuador, in servizio con mansioni di “colf” e “badanti” presso famiglie savonesi residenti nei comuni di Savona, Alassio, Albenga, Albissola Marina, Albisola Superiore, Andora, Cairo Montenotte, Carcare, Celle Ligure, Finale Ligure, Loano, Millesimo, Pietra Ligure, Vado Ligure e Varazze.

Il servizio è scaturito da un’attività info-investigativa eseguita dal Gruppo di Savona nello specifico settore, dalla quale è emerso che queste lavoratrici, dell’età media compresa tra i 40 e i 50 anni, erano completamente sconosciute al fisco e non versavano imposte di alcun genere, pur percependo regolarmente una paga mensile media di circa mille euro, essendo residenti nel territorio nazionale da molti anni, ove usufruiscono, assieme ai propri familiari, di tutte le prestazioni erogate da Enti pubblici, quali ad esempio sanità ed istruzione.

Va ricordato che i datori di lavoro di questa particolare categoria di lavoratori non rientrano tra i sostituti d’imposta obbligati a trattenere e versare le imposte gravanti sul dipendente, ma hanno solamente l’obbligo di comunicare all’Inps l’assunzione del lavoratore e rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare delle somme annualmente corrisposte al dipendente.

Permane, invece, l’obbligo dichiarativo in capo al collaboratore domestico, ove questi superi la soglia di esenzione prevista dalla normativa.

I Finanzieri delle Compagnie di Savona e Albenga e delle Tenenze di Finale Ligure e Cairo Montenotte hanno così sottoposto a controllo fiscale i collaboratori familiari, presenti nell’intera provincia di Savona.

L’attività ispettiva ha consentito di accertare che, negli anni dal 2014 al 2019, questi soggetti non hanno dichiarato redditi derivanti da lavoro dipendente, omettendo di presentare le relative dichiarazioni fiscali, per un importo complessivo superiore a 9 milioni di euro e sottraendosi, così, al pagamento imposte per circa 2,5 milioni di euro.

Tutti i lavoratori interessati ai controlli hanno, comunque, manifestato la volontà di voler sanare al più presto la propria posizione con il Fisco.

L’attività svolta testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza a tutela del bilancio dello Stato e delle Entrate Tributarie.