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Al circolo UAAR di Savona “Il vento tra i capelli”

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Al circolo UAAR di Savona 
Al circolo UAAR di Savona "Il vento tra i capelli, la mia lotta per la libertà nel moderno Iran" di Mashi Alinejad

Al circolo UAAR di Savona “Il vento tra i capelli, la mia lotta per la libertà nel moderno Iran” di Mashi Alinejad

Al circolo UAAR di Savona “Il vento tra i capelli”. Nell’ambito degli eventi coordinati dal Comune di Savona in occasione della giornata contro la violenza sulle donne il circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Savona ha organizzato la presentazione del libro “Il vento tra i capelli

L’evento è patrocinato dal Comune di Savona e da Fidapa.
Nel corso dell’incontro verrà proiettato un breve video con stralci di interviste all’autrice (sottotitolati in italiano).

Interverranno due giornalisti: Mimmo Lombezzi (già inviato esteri di Mediaset), in presenza, e Tiziana Ciavardini (Il Fatto quotidiano) in collegamento remotoche  aiuteranno anche ad indagare anche l’attualità delle lotte donne iraniane.
L’incontro è aperto a tutti.

La storia raccontata in queste pagine coinvolgenti è quella di una donna che, come tantissime altre, ha subito le conseguenze nefaste della Rivoluzione iraniana sulle libertà individuali. Ma è anche una storia di riscatto, per far sentire la propria voce e per affermare la propria indipendenza rispetto alle imposizioni del moralismo islamico.

In questa autobiografia seguiamo le vicissitudini che hanno portato l’autrice, nata in un paese di provincia da una famiglia conservatrice, a diventare una delle figure nel mondo più rappresentative del dissenso verso il governo degli ayatollah.

È una storia che fa sperare e mostra un Iran variopinto, oltre le facili generalizzazioni. Ma anche un monito, soprattutto per le donne che aspirano a un mondo più libero e laico, di come questi colori possano presto sfumare nel grigio del conformismo religioso.

MASIH ALINEJAD è una giornalista e scrittrice iraniana. Attivista per i diritti civili e voce critica verso il regime degli ayatollah, si è dovuta trasferire all’estero. Ha promosso la campagna My Stealthy Freedom come forma di protesta via social contro l’imposizione del velo islamico da parte delle autorità dell’Iran.