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Ad Albenga rimandato il centenario della Cappella dei Caduti

Per l' emergenza Coronavirus sono stati rimandati al Sacro Cuore gli appuntamenti per i 100 anni della costruzione della Cappella dei Caduti e per il trentennale del suo restauro.

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Il Santuario del Sacro Cuore ad Albenga

ALBENGA. A causa del Coronavirus sono stati rimandati, nel Comprensorio ingauno, anche i festeggiamenti per il centenario della costruzione della Cappella dei Caduti nel Santuario del Sacro Cuore ad Albenga e per il trentesimo anniversario degli interventi che portarono al suo restauro. Cento anni or sono infatti i reduci della Grande Guerra, per onorare i propri caduti, appartenenti alla zona di Albenga, costruirono una Cappelletta al Santuario del Sacro Cuore, che divenne poi parrocchia soltanto nel 1962. Monsignor Alessandro Sappa ne fu il parroco fino al 1997, quando l’ attuale parroco, don Lugi Lauro, ne ricevette il testimone.

Nel 1990 gli Ex allievi dell’ Oratorio del Sacro Cuore vollero ricordare degnamente quei caduti e quelli più recenti e decisero perciò di organizzare il restauro della Cappelletta che con il tempo era divenuta ormai pericolante e non più agibile.
Quel restauro fu anche un doveroso omaggio al lavoro ed all’importanza, in campo sociale, culturale ed educativo, di coloro che operarono all’ Opera Sacro Cuore ed anche un ricordo di quanti, nella differenza di credo religiosi e politici, persero la vita per la Patria e la libertà.

E l’impegno costante, che da cento anni l’ Opera persegue, cioè dalla sua nascita, dovuta a due grandi sacerdoti, il canonico Carlo Ferdinando Isola ed il maestro elementare don Umberto Barbera, è sempre lo stesso: occuparsi con cura e sollecitudine non solo dell’ educazione religiosa dei bambini e dei giovani , ma anche della loro crescita sociale, sportiva ed etica.

Nel 1920 la Cappella dei Caduti venne costruita dalla Associazione Combattenti di Albenga in onore degli 85 Caduti della Grande Guerra, con l’ appoggio dell’ allora Direttore dell’ Opera Sacro Cuore Monsignor Ferdinando Carlo Isola. Successivamente si aggiunsero i caduti della Seconda Guerra Mondiale ed i 96 della Guerra di Liberazione, molti dei quali furono trucidati nei campi di concentramento nazifascisti.

Per coloro che non la conoscessero, la minuscola Cappella si trova a destra, appena si entra in chiesa al Sacro Cuore: qui sono esposte targhe, medaglioni, ex voto, quadri ed effigi che ricordano ancora oggi quegli eroi ingauni caduti nei due conflitti.

La Chiesa del Sacro Cuore venne costruita in un solo anno: la prima pietra venne infatti collocata nel terreno sul Lungo Centa (dove poi sorgeranno anche l’ Oratorio e le Opere Parrocchiali) il 26 maggio 1895 e fu benedetta ed aperta al culto il 26 maggio 1896.

Gli organizzatori, i parrocchiani ed i rappresentanti delle associazioni militari dei reduci ed ex combattenti comunque sperano che, quando le misure di contenimento della pandemia saranno finalmente terminate, si possano festeggiare adeguatamente queste due importanti ricorrenze.
CLAUDIO ALMANZI