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Acoustic Night 18 e Faber, l’incanto della chitarra acustica

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Acoustic Night 18 e Faber, l'incanto della chitarra acustica

Uno degli appuntamenti musicali più attesi della stagione, il concerto di chitarre acustiche di Beppe Gambetta, torna, per la diciottesima edizione, al Teatro della Corte. Lo spettacolo, da tempo noto per il “tutto esaurito”, con un pubblico che proviene dall’entroterra genovese come dalla Germania, Austria, Albania, si qualifica  ormai come un avvenimento  di importanza a livello europeo.

Aiuta a confermarne il successo il fatto che il Teatro della Corte, a detta dello stesso artista, offre una visione soddisfacente ed una perfetta acustica da qualsiasi angolo del teatro, elementi fondamentali per  godere di uno strumento musicale che abbisogna di pochi supporti per fare arrivare il proprio affascinante messaggio.

Una chitarra acustica, infatti (termine anche usato per indicare la chitarra folk), è uno strumento in cui il suono è prodotto dalla vibrazione delle corde e si propaga attraverso la risonanza della cassa armonica, senza la necessità di amplificazione elettrica. Il termine “chitarra acustica” è  stato coniato dopo l’avvento della chitarra elettrica, che utilizza l’amplificazione elettronica per essere ascoltata in un vasto ambiente.

Beppe, maestro e grande esperto di chitarra, è perfettamente calato nella duplice veste di musicista ed anfitrione: una presentazione di stile affabile, a braccio, che comunica vicinanza sia al pubblico che agli artisti, facendoli interagire in un crescendo di entusiastica partecipazione. Si assiste,come sempre, a prestazioni di artisti di straordinario talento, che stavolta interpretano e commemorano un grande cantautore genovese, Fabrizio De Andrè.

In questa diciottesima edizione dividono il palco con Gambetta cinque artisti.

Da Berlino arriva Felix Meyer, rimasto artista di strada anche dopo aver concluso un prestigioso contratto con la Sony, da Lipsia il collega Erik Manouz, polistrumentista, cantante e compositore. Scozzese è Hugh MacMillan, altro polistrumentista.

Un gradito ritorno è il cantautore canadese James Keelaghan, già partecipante alla tredicesima edizione, mentre completa il  gruppo il contrabbassista genovese Riccardo Barbera.

Sul palcoscenico si alternano canzoni conosciute di De Andrè  (Il pescatore, Tutti morirono a stento, Il gorilla) con composizioni di Beppe e dei musicisti ospiti.

La scelta dei brani propone felici arrangiamenti ed interpretazioni talvolta anche in lingua straniera, sempre in perfetta fedeltà allo stile di Fabrizio di coniugare la poesia  con una discreta, ironica ed efficace  tematica/denuncia  a sfondo sociale.

Significativa la scenografia simbolica composta di papaveri a forma di plettron e spighe di grano che ricordano il pentagramma.

Alla fine il pubblico unanime, invaso dalla tecnica che diventa magia, applaude sospirando “peccato che finisca”.

Acoustic Night 18 è al Teatro della Corte fino a domenica 6 maggio.

Elisa Prato